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Mon coeur mis à nu

A tutti i lettori di Lemillebolleblog e Vino al vino auguri di Buon Natale

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È stato, ed è ancora un annus horribilis per l’Italia e per il mondo e viene normale, anche oggi, nei messaggi augurali che ci si scambia, per telefono almeno, così almeno si ha il piacere di sentire una voce dall’altra parte, rispondere a chi chiede “come va?”, beh, si sopravvive.

In effetti, decreto dopo decreto, zona rossa dopo zona gialla, lockdown dopo lockdown, mascherina dopo mascherina, siamo sopravvissuti, grazie ai potenti Dei, e stiamo arrivando alla fine di questo 2020 che resterà nella memoria di tutti. Per il misterioso e bastardo coronavirus, per i tanti morti, 71.000 solo in Italia, un milione settecentomila nel mondo, per la terribile crisi economica che ne è derivata, ma anche per la chiara consapevolezza, che matura sempre più nelle coscienze più avvertite e meno cloroformizzate dal conformismo imperante, che bisogna davvero cambiare, voltare pagina, pensare a modelli di produzione e di consumo, a sistemi di vita, a idee, pensieri, logiche politiche totalmente diverse dalle attuali.

E se questa consapevolezza si diffonderà e porterà sempre più persone a reagire, a prendere in mano il proprio destino, ad impegnarsi in prima persona, a mettersi in gioco e a non limitarsi a stare alla finestra magari dicendo, tanto non cambia niente, forse questo annus horribilis a qualcosa sarà servito.

Un anno terrificante anche per il nostro piccolo mondo, quello del wine & food, un anno che sta mettendo a dura prova i bilanci di tante piccole aziende, di tanti rappresentanti di commercio e distributori, di ristoratori, cuochi, camerieri, sommelier, e vi consiglio di leggere l’analisi, lucidissima, del fenomeno, che ha fatto, in un’intervista all’edizione italiana dell’Huffington Post, un uomo del vino che stimo tantissimo (nonostante produca Prosecco, però importa Champagne quindi lo perdono…), come Umberto Cosmo.

La nuttata non è ancora passata e non passerà prima di mesi, temo, e sulla strada l’emergenza coronavirus lascerà purtroppo tanti cadaveri in quel mondo del vino e della ristorazione che è il mio da una vita.

Per quanto mi riguarda io ricorderò questo 2020 a lungo non solo per la pandemia mondiale (che per fortuna non ha toccato nessuna delle persone a me care) ma perché per me è stato un anno fondamentale, di ricostruzione, dopo quell’annus terrificans che è stato per me il 2019.

Sono tornato a scrivere e ad aggiornare i miei blog, ho riacquistato il gusto della scrittura. Quella sorta di “demone”, di urgenza espressiva, che un Maestro come il grandissimo romanziere e giornalista Dino Buzzati descriveva così: “Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno, anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono più. Ma ogni giorno. A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, ma scrivi. Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni. Crediamo di fare cosa importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca. Comunque, questo è il tuo mestiere, che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte, solo questa è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo. Scrivi, scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via, una riga si potrà salvare. (Forse)”.

Ho ritrovato il gusto, in me innato, della polemica, delle battaglie che quando io le affronto sembrano perse o di retroguardia, o vissute come un punto d’orgoglio, come un imperativo morale, ma che spesso si sono rivelate giuste. Da Brunellopoli alla difesa del Barolo tradizionale, alla scoperta dei vini rosati.

Siete stati, siete (lo dicono le statistiche delle visite, non sono io a millantare) tantissimi, e se qualcuno un anno fa mi avesse detto che 365 giorni dopo, avendo ripreso mano ai miei blog da metà gennaio, sareste stati quel numero incredibile che ho raggiunto, che raggiungo giorno dopo giorno, avrei chiamato un’ambulanza e la neurodeliri, suggerendo un ricovero immediato.

Ecco perché oggi, ricordando un grande del vino, che ho avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere e frequentare, scomparso giusto un Natale di 30 anni fa, Giacomo Bologna da Rocchetta Tanaro, artefice della rinascita della Barbera dopo lo scandalo del metanolo del 1986 e un altro grandissimo, Paolo Foradori, il re del Pinot Nero e del Gewütraminer in Tramin (Weingut Hofstätter), scomparso martedì, voglio rivolgere a voi tutti, e vi prego di credere che non sono parole di prammatica, ma una sincera espressione di gratitudine, il mio grazie, dal profondo del cuore, per la fiducia che mi avete concesso.

Per la curiosità dapprima, poi per il crescente consenso e l’affetto che mi avete riservato, per la pazienza con la quale sopportate certe mie “zilianate”, qualche eccesso, qualche licenza poetica, oppure il racconto, su blog del vino, non sul mio novello blog personale, delle mie disavventure umane e sentimentali. I tormenti del non più giovane Zilianer…

Con la solenne promessa di continuare come in questo fatidico 2020, anzi peggio (!), a tutti voi, ai vostri cari, i più affettuosi auguri. Vi lascio con una riflessione del grande filosofo tedesco Arthur Schopenhauer che dice: “Chi ha una grande ricchezza in sé stesso è come una stanza pronta per la festa di Natale, luminosa, calda e gaia in mezzo alla neve e al ghiaccio della notte di dicembre”.

Auguri, salute, cin cin, zumwohl, à la santé, nazdrowie, cheers!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Marco
Marco
25/12/2020 18:56

Dai Franco che è tempo di brindisi…e visto che si parla di Franciacorta e anche di Monticelli Brusati e siccome sto per aprire il Demi Sec Out Style 2001 di Casa Caterina, se non sbaglio, ci avevi promesso un articolo su i Del Bono..
Prosit

Emanuele
Emanuele
25/12/2020 21:02

Buon Natale a lei, sig. Ziliani. Io ho brindato come sempre grazie ai suoi consigli, con un ottimo Alta Langa Pas Dosè di Rizzi! Alla sua salute, continui così!

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