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Degustazioni

Metodo classico Rosé Brut Vigna Galanta Ruiz De Cardenas

Pubblicato

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  • Denominazione: Oltrepò Pavese
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay
  • Giudizio: 4.5
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Un Oltrepò da palcoscenico della Scala non da Filarmonica di Stradella…

Fantastici i miei amici oltrepadani, protagonisti (parola un po’ esagerata, visto che preferiscono il tono minore e stare in ombra, salvo rare eccezioni) di una zona che avrebbe tutto il potenziale (discorso fatto milioni di volte in trent’anni e più che ne scrivo) per essere una delle più importanti in Italia e che invece di provare a recitare sul palcoscenico del Piccolo Teatro si accontenta di rappresentazioni parrocchiali o da dopolavoro a Borgarello, Stradella o Santa Giuletta.

E’ notizia di questi giorni, la potete leggere qui, che il simpatico, nonostante tutto gli voglio bene, è interista come me e entrambi non siamo molto di sinistra, Fabiano Giorgi è il nuovo presidente dell’Enoteca regionale della Lombardia a Broni.

Due parole per spiegare chi sia il Fabiano, uno a cui piace collezionare cariche. E’ difatti amministratore delegato di una cantina a Canneto Pavese, è presidente di quella cosa buffa che è ormai il Distretto del vino di qualità dell’Oltrepò pavese (un qualcosa che doveva sostituirsi o sovrapporsi al Consorzio tutela vini, nel quale Giorgi ha diverse volte rivestito cariche), di recente è stato nominato coordinatore della filiera agroalimentare di Assolombarda, si diverte a lanciare vini in tandem con il presentatore TV pavese Gerry Scotti (quello che contemporaneamente fa spot tv per il Prosecco, lui è bipartisan, basta pagarlo bene e farebbe il testimonial anche della carta igienica) ed è genero del mitico super mediatore Claudio Rampini.

che per chi non lo sapesse oltre ad essere stato per anni (si dice lo sia ancora) il dominus del commercio di uve e mosti in terra oltrepadana, era stato pesantemente coinvolto (era finito agli arresti domiciliari) nel clamoroso scandalo della Cantina di Canneto Pavese. Cantina che, guarda te, era tra quelle che aderivano al Distretto presieduto dal Fabiano.

Ciò detto, prendiamo atto che Fabiano Giorgi è ora presidente di quella bella struttura che sinora ha funzionato come una Ferrari che in pista si ostina a marciare in seconda marcia e non superare i 50 chilometri orari, e che “l’assemblea dei soci lo ha eletto all’unanimità reputandolo la figura ideale per proseguire nella valorizzazione del polo di eccellenza di Cassino e contribuire al suo rilancio”.

Ricordiamo che l’Enoteca ha festeggiato (beh visti i magri risultati c’era poco da festeggiare) i sei anni di apertura e auguriamoci che ora che Fabiano Giorgi, definito generosamente dalle cronache di regime come “una figura di spicco del mondo vitivinicolo oltrepadano, conosciuto e apprezzato anche all’estero”, possa fare cose interessanti.

Certo gli è che a leggere le prime dichiarazioni del neo-presidente cascano le… Uno penserebbe a grandi programmi, ad idee innovative, invece cosa ha dichiarato il genero di Rampini? Leggete e sorridete con me: “Ringrazio tutti i soci e il mio predecessore, fautore dell’idea di realizzare qui la prima Enoteca regionale lombarda. Con il nuovo anno presenteremo un programma di rilancio che faccia sbarcare Enoteca regionale a Milano”.

Avete capito gli oltrepadani? Mentre i colleghi della Franciacorta conquistano il Giappone, l’Alta Langa si fa conoscere anche in Regno Unito, il Trento Doc conosce un crescente successo in Germania, il novello presidente dell’Enoteca Regionale cosa promette? Di farla sbarcare non nel resto d’Italia, non all’estero, bensì a ben 64 chilometri di distanza, in quella Milano dove gli spumantisti bresciani furoreggiano da decenni, e dove nelle carte dei vini dei ristoranti è una rarità trovare, accanto a decine di bollicine made in Erbusco e dintorni, una bottiglia di metodo classico oltrepadano.

Che dire? L’Oltrepò Pavese non smentisce mai la propria natura provinciale, un’insana incapacità di pensare in grande. Lo conferma anche il recente annuncio, di un programma di comunicazione e promozione da svolgersi nel 2021, con 200 mila euro stanziati, per far conoscere meglio i vini oltrepadani. Mi basta leggere, e non commento per carità di patria, a chi è stato affidato l’incarico di far conoscere a 300 giornalisti ed esperti del settore mediante degustazioni online, i vini oltrepadani per avere la conferma che la logica vincente è sempre la solita, una logica, è il caso di dirlo, da parrocchietta, da amici degli amici, con collegamenti e protezioni politiche.

Povero Oltrepò Pavese, diventerai mai grande, saprai valorizzarti e farti conoscere non solo a Milano, Sesto San Giovanni, Piacenza, forse a Bologna ma anche a Roma, Londra, Parigi? Ho seri dubbi.

Per consolarmi di tanta povertà di idee, di quest’aria stantia da sagrestia e rappresentazioni dilettantesche, mi sono stappato un grandissimo Rosé Brut metodo classico, di un signore, un gran Signore, un gentiluomo, che producendo poche bottiglie per veri conoscitori nella sua piccola cantina di Casteggio ha dimostrato, sia con i suoi Pinot nero vinificati in rosso, sia con i suoi metodo classico, come sia possibile fare qualità straordinaria in terra oltrepadana.

Parlo di un amico, caro e vero, come Gianluca Ruiz De Cardenas, uno al quale le molte primavere collezionate non fanno un baffo tanta è la sua energia (con vent’anni di meno vorrei averla io) e che negli anni, a differenza di larga parte dei distrettuali e della stragrande maggioranza dei colleghi oltrepadani, i suoi vini li ha puntualmente collocati nelle carte di ristoranti bi e tristellati. Fabiano, prova a contattarlo, magari spiega a te e ai tuoi colleghi come si fa…

Cosa sia il suo Galanta Rosé, che questo produttore dalle idee chiare produce (con la consulenza amicale di Roberto Gerbino direttore delle Fracce) con una quota variante di anno in anno delle due canoniche uve, generalmente 70% Pinot nero e 30% Chardonnay, dalla vigna Galanta situata, come scrive con grande precisione sul sito Internet aziendale “nella zona collinare di Torricella Verzate al Mappale n.27, Foglio 5, Catasto di Torricella Verzate. Esposizione Nord-Est, densità di impianto 6.000 ceppi/ettaro, filari a rittochino, è facile dirlo. Un piccolo gioiello.

Un metodo classico che prevede una permanenza sui lieviti di almeno 36 mesi, con sboccatura (dégorgement) effettuata dopo “remuage” manuale, per piccole partite, in modo che le bottiglie in spedizione siano sempre di recente sboccatura. Piccola produzione ma da sballo.

Colore rosa pallido brillante – cipria, buccia di pesca bianca, perlage finissimo, si propone subito con un naso di grande delicatezza ed eleganza, salato, nervoso, suadente, con profumi delicati e freschi dove la vena minerale e salata prevale nettamente su una succosa, energica, sapida nota di fragoline di bosco, mirtilli, lamponi, un tocco di pasticceria, ma senza nessuna compiacenza ad accenni dolci o confettosi.

Ancora meglio la bocca, una calibrata dolcezza cremosa, una delicata succosità carnosa del frutto, una vera croccantezza delle bollicine che ravviva e tiene in tensione il palato, un gusto morbido e cremoso (il dosaggio è di 5 grammi zucchero) con slancio, dinamismo, mineralità e sale e un’assoluta finezza d’accenti, una perfetta armonia tra tutte le parti, un’eleganza davvero rara, ahimè, in terra oltrepadana.

Un grande metodo classico che non parla dialetto, che non vuole furoreggiare solo a Oliva Gessi, Pavia o Rocca de’ Giorgi, che in Oltrepò è nella carta di un ristorante esemplare come quello della famiglia Selvatico a Rivanazzano, nel resto d’Italia in ristoranti pluristellati, e che sulla tavola della cena della vigilia di Natale, in compagnia di vicini di casa, una simpatica coppia bergamasco-polacca, ha illuminato la stampa ancor più del gigantesco albero di Natale.

Chepeau Gianluca, sei un grande! Bravo, bravissimo!

Ruiz De Cardenas Strada della Mollie 35 – Frazione Mairano 27045 Casteggio (Pavia) tel. 0383 82301 – fax: 02 40094322 E-mail: vini@ruizdecardenas.it Sito Internet http://www.ruizdecardenas.it/

Attenzione!: Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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