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Ancora a proposito dei numeri incredibili del Prosecco Docg

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Alcune riflessioni sul trionfalismo del Consorzio e del Presidente Nardi

Letto il mio recente articolo sull’incredibile exploit che il Prosecco Superiore Docg avrebbe fatto nel corso del 2020, confermando sostanzialmente i risultati del 2019, un lettore mi ha chiesto a bruciapelo: lei mette in dubbio la veridicità di quello che il Consorzio del Prosecco Docg e il suo presidente Nardi hanno dichiarato?

La risposta, ovviamente, è assolutamente no, non ho elementi per sostenere che il Consorzio millanterebbe successi non reali, ma mi sono interrogato sui motivi di questa uscita a fine anno del Consorzio, di cui ho letto dapprima sull’Ansa e poi sul sito consortile e di cui non ho avuto notizia diretta, perché dal Consorzio, non essendo notoriamente proprio un fan del Prosecco in tutte le sue forme, non mi arriva alcun tipo di comunicazione.

E sono arrivato a questa conclusione, ovvero che le certificazioni sono una cosa, le vendite sono ben altro. Io non capisco che senso abbiano questi proclami di vittoria. Oppure li capisco benissimo…

Il procedimento per arrivare alla Docg è il seguente:

1) certifichi un’autoclave per averla pronta da imbottigliare.

2) imbottigli il vino

3) lo vendi

Secondo me Nardi si è fermato al passo 1) per dare i numeri. Con i passaggi 1 e 2 si porti a casa le fascette, poi le bottiglie restano da vendere…

Sparare comunicazioni come quella data da Nardi credo serva a tenere alte le quotazioni dei vini base, che se crollano ne esce un patatrac epocale. Se crolla un gigante come il Prosecco, Doc o Docg, vien giù il vino italiano.

Però, mi sono detto e mi dico, prima o poi bisognerà rispolverare la favola dei vestiti nuovi dell’imperatore e scoprire magari che il re è nudo… Il fatto è che ci hanno abituati a raccontare sempre che va benissimo, anzi meglio. Invece di imparare dai francesi…

Ma queste sono l’Italia e l’Italia del vino, come aspettarsi che il mondo Prosecco, anche se Superiore e Docg, non ne sia il riflesso preciso?

Attenzione!: Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Emanuele
Emanuele
04/01/2021 15:11

Sono giochi di prestigio. Se Nardi lo ha dichiarato aveva i numeri delle fascette e, siccome si pagano, si presume che i produttori vendano le bottiglie. Il fatto è che vendendone molte di più in Gdo (con la chiusura di ristoranti, bar, pub e hotel) i margini sono molto, molto risicati. Quindi si può azzardare: il numero delle bottiglie è pressoché stabile sul 2019 ma il valore conseguito dai produttori è parecchio inferiore

Umberto Cosmo
Umberto Cosmo
04/01/2021 16:11
Reply to  Emanuele

Gentile Emanuele, le fascette hanno un costo risibile, glielo dice un produttore.
Il fatto è che avere le autoclavi pronte e certificate consente di essere più reattivi in caso di improvvise richieste di mercato, soprattutto nel caso attuale di un mercato schizofrenico, non per colpe proprie ma a causa di una gestione demenziale dell’emergenza incorso da parte delle autorità.
In questo periodo gli ordini arrivano oggi per domani e bisogna essere pronti a reagire senza essere obbligati a un magazzino troppo pesante.
Meglio qualche rotolo di fascette e qualche autoclave in più certificata e pronta da imbottigliare che decine (se non centinaia) di migliaia di bottiglie in magazzino con costi conseguenti di bottiglie, etichette, imballi e relativo lavoro.

bevo_eno
bevo_eno
04/01/2021 16:31

giusto interrogarsi sui numeri del prosecco, sarebbe anche giusto interrogarsi sui numeri dell alta langa, forniti in un precedente articolo, che a fronte di 2.500.000 bottiglie vantava un valore di 100.000.000€. 40€ a bottiglia per un alta langa come le sembra?

bevo_eno
bevo_eno
04/01/2021 22:31
Reply to  Franco Ziliani

ok, quindi la valutazione dei 100milioni va intesa come relativa agli ultimi 14 anni… 13 millesimi più uno attuale(che di queste poi avranno già venduto una parte).. forse era meglio fin da subito dare il dato relativo a quest anno e basta: 50milioni di valore su 2,500,000 bottiglie.

Ale
Ale
05/01/2021 20:44
Reply to  bevo_eno

Sono trucchetti di marketing anche questi

Maurizio
Maurizio
04/01/2021 21:15

Questa è una questione su cui tanti giornalisti, anche di settore, spesso sono superficiali, ovvero parlano spesso di vendite, quando in realtà i Consorzi dispongono solo di dati produttivi. A volte sono proprio i Consorzi a giocare su questo equivoco. Spesso la certificazione precede la vendita, ma non è un meccanismo automatico.

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