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Südtiroler Sekt, metodo classico Alto Adige: the next big thing?

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Bollicine di montagna e la piacevolezza del gusto ne guadagna!

Lettori di Lemillebolleblog non ditemi che non vi voglio bene! Desidero regalarvi, in apertura di questo 2021, alcuni consigli.

Innanzitutto di suggerisco di bere Champagne tutte le volte che vi sia possibile, perché ci sono da riportare le expéditions dai 235-240 milioni dell’annus horribilis appena finito ai circa 300 del 2019 e ai 302 del 2018, e dunque ognuno di voi è chiamato a fare la sua parte.

In seconda battuta vi esorto a concentrare i vostri consumi di Prosecco, di ogni tipo, in tre giornate precise: 30 febbraio, 31 aprile e 31 giugno.

E poi, in materia di metodo classico italiani date fiducia all’Alta Langa Docg, che pian pianino sta diventando, con i due milioni e mezzo di bottiglie che nasceranno dalla vendemmia 2020, una realtà interessante di cui tenere debitamente conto.

Il quarto consiglio e ve lo do a ragion veduta, reduce da incontri, visite e soprattutto degustazioni delle cuvée di tre dei top players, è di aprire gli occhi sui metodo classico di una zona cui siamo abituati a dare grande credito – lo merita – per i suoi bianchi da vitigni autoctoni e internazionali, per i rossi da Pinot nero e Vernatsch, e per uno dei migliori rosati italiani, il Lagrein kretzer, ma che, perbacco, merita rispetto anche per le sue bollicine.

I numeri sono ancora piccoli, siamo ormai intorno solo a 400.000 bottiglie, ma il panorama dei metodo classico dell’Alto Adige, dei Südtiroler Sekt, si sta facendo sempre più interessante. Soprattutto per tutti coloro che, come me, in un metodo classico ricercano freschezza, sapidità, mineralità, equilibrio tra acidità e frutto, leggerezza e armonia.

Il numero dei protagonisti si è ampliato, accanto ad Arunda / Vivaldi, Haderburg, Lorenz Martini, Kettmeir, Von Braunbach, alla Cantina di San Paolo, si sono aggiunti nomi importanti come quelli delle Cantine produttori di Appiano, Cortaccia, Merano, e poi Pfitscher, e altri che non hanno ancora aderito all’Associazione come Franz Haas o come Sigmar Stocker, il figlio del grande indimenticabile Sebastian, kellermeister principe della provincia di Bolzano e autore del più grande vino bianco mai prodotto, il Pinot bianco Vorberg, stanno già facendo metodo classico di grande valore.

Nel corso dell’anno mi impegno a dare lo spazio che meritano ai “Südtiroler Sekt” e fresco di visite, in compagnia del collega bolzanino Angelo Carrillo, che ringrazio per avermi scorrazzato da Meltina a Montagna via Cornaiano, a tre dei produttori più rappresentativi, Joseph Reiterer alias Arunda Vivaldi, Lorenz Martini alias Comitissa e il vulcanico Franz Haas, che lunedì scorso a cena mi ha letteralmente lasciato senza fiato con un magnum del suo Blauburgunder Schweizer riserva 2000, nei prossimi giorni vi parlerò dettagliatamente degli assaggi che ho fatto da ognuno di loro.

Se capisco ancora qualcosa di metodo classico, se le bollicine nobili (gli Charmat non mi interessano a meno che non siano Asti) mi parlano ancora, allora fidatevi se vi dico che i migliori metodo classico altoatesini non hanno nulla da invidiare ai metodo classico di zone a denominazione d’origine più ricche e potenti, del confinante Trentino o della Lombardia, e che si collocano ai piani alti in un’ipotetica classifica dei migliori metodo classico italiani. Bevetevi ora, come abbiamo fatto lunedì mattina Lorenz, Angelo e io, una bottiglia del Comitissa Gold 2002, di cui avevo scritto mirabilie anni orsono qui, e poi ne parliamo…

Alles gut Südtiroler Sekt, zum wohl!

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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