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Giramenti di... bolle

Lessini Durello Extra Brut riserva 60 mesi 2013 Gianni Tessari

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Un Durello di 60 mesi: magari! Più che un vino una speranza…

Lo so benissimo che rischio di grosso, che corro il rischio, dopo le accuse di sessismo, che mi sono capitate per aver scritto che l’acqua è bagnata e che una donna magra è magra, di essere accusato di essere il Mostro di Firenze, di trovarmi sotto casa delle Erinni isteriche mandate da una stagionata, molto stagionata, Donna del vino del centro Italia che vive in una realtà surreale e sarebbe molto meglio si preoccupasse di rendere meno mediocri i suoi vini invece di fare del tardo femminismo rancido, per scrivere, a modo mio, come leggerete, di questo Extra Brut riserva 60 mesi 2013 che viene dal Veneto.

Più esattamente per scrivere di un metodo classico proveniente da una zona splendida del Veneto come la Lessinia, ho scelto la strada della goliardia. Di uno spirito un po’ grossier o da caserma diranno le zie Glorie o Donatelle facendo la faccia schifata e accusandomi di essere un erotomane. Naturalmente fascista, razzista, maschilista, misogino e ragli d’asine che salgono al cielo vari.

L’Extra Brut riserva 60 mesi 2013 di cui vi voglio parlare arriva da una cantina che si trova a Roncà, nel cuore della Valle d’Alpone, in provincia di Verona, prodotto da un uomo (ahimè un uomo e non una Donna, Ziliani maschilista, razzista, misogino, discriminazione, non rispetto delle quote rosa!!!) classe 1963, che controlla 55 ettari di vigneto distribuiti in tre DOC (a Roncà per il Lessini Durello, Soave e Sarego per i Colli Berici), e in una moderna cantina di circa 7.000 metri produce 350.000 bottiglie per un totale di 15 etichette. Parlo di Gianni Tessari , che si avvale dell’aiuto della moglie Anna Maria e delle figlie Valeria e Alice.

Dopo essersi fatto un nome nel mondo del Soave, lui è nativo di Brognoligo, frazione di Monteforte d’Alpone, il nostro Tessari nel 2013 con la Giannitessari inizia una nuova avventura. Obiettivo produrre grandi Soave, espressione dei terreni vulcanici; rossi di elegante equilibrio dai suoli argillosi dei Colli Berici e spumanti Monti Lessini Durello dove dominano mineralità e finezza.

Gianni Tessari crede nella Lessinia e partendo da un’uva, la Durella, davvero particolare, dotata di una indomabile acidità, di una grande attitudine alla spumantizzazione (come sanno bene anche in Germania, visto che per anni l’hanno utilizzata e l’utilizzano ancora, acquistandola qui, per la produzione di tanti loro Sekt) produce una linea di metodo classico di grande valore: un Brut metodo classico affinato tre anni sui lieviti, un Rosé dove la Durella si sposa con il Pinot nero affinato 36 mesi, un Dosaggio Zero millesimato affinato ben 9-10 anni, e questo Extra Brut riserva che vi voglio consigliare, che sui lieviti riposa cinque anni, e di cui ho gustato l’annata 2013. Un metodo classico che su Callmewine potete trovare a 24,50.

Il “60 mesi” Durello Brut Metodo Classico é a base di Durella 100% coltivata nei vigneti di proprietà, con fermentazione malolattica svolta in acciaio.

E qui parte un po’ di goliardia, sempre che le Madamine ce lo consentano rigide come sono e un po’ acide (mi sa che farebbe bene loro fare un po’ di attività fisica, anche all’aperto, tra le vigne, farebbe bene loro al fisico e soprattutto alla mente…) perché questo è mi apparso un Durello energico, tosto, “cazzuto” di lunga persistenza.

Colore paglierino oro squillante, perlage fine e continuo, persistente, naso citrino, fresco, sapido e nervoso, con note di pasticceria e paste di mandorla.

Il gusto è pieno, diritto, verticale, con qualche leggera durezza, ma croccante in bocca, ben saldo e imperioso, un Durello, maschio e virile, che sta in piedi anche quando si assaggia il fond de la buta il giorno dopo. Un Durello che ogni donna appassionata da vino vorrebbe trovarsi nel bicchiere…

Un Durello di 60 mesi: magari! Più che un vino una speranza

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Giampiero PEZZUTI
Giampiero PEZZUTI
07/01/2021 19:25

Grande Franco! Castigat ridendo mores.

Damiano
Damiano
10/01/2021 15:55

Il Durello (ora con diversa denominazione tra metodo charmat e metodo classico) me lo ha fatto conoscere un caro amico di VicenSa qualche tempo or sono…per me era un illustre sconosciuto.
Anche nella meno nobile versione charmat senza svenarsi comunque è un vino che ha un sapore, l’uva ha un sapore ed un profumo ed una sua identità (suo cuGGino a base Glera non mi dà le stesse impressioni).
Sul classico, ho assaggiato qualche volta il Pas Dosè di Fongaro e ne sono rimasto piacevolmente impressionato.
Proverò anche questo alla prima occasione.

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