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Champagne che passione!

Champagne Extra Brut Pure Pol Roger

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Chardonnay, Meunier, Pinot noir
  • Giudizio: 5
1.1

Dalla Maison preferita da Winston Churchill una grande cuveé aspettando un vero leader

Giorni di sommessa speranza per gli italiani, questi. Ha rassegnato le dimissioni al Quirinale il pochettaro, il cosiddetto “avvocato degli italiani” che ha rivelato invece un attaccamento alla poltrona degna di un politico di professione, quello che lui dice di non essere ma di fatto è.

Temo che nonostante tutta questa manfrina il tizio, comprando parlamentari che una stampa becera e serva definisce “responsabili” o “costruttori” ma di fatto sono dei volgari voltagabbana, riceverà un nuovo incarico e che noi italiani continueremo a prendercelo… in saccoccia…

E allora, sognando che al posto di quel tale ci possa essere un vero Premier, un vero leader, non un fafiuché e un bluff come tale Conte (già non sopporto quello che siede sulla panchina della Beneamata, figuriamoci questo…), ho pensato a grandi personaggi della storia europea, veri leader. Ho pensato ovviamente a Helmuth Kohl, grazie al quale (ma anche a Karol Wojtyla, e a Gorbaciov) ci fu nel 1989 il crollo del Muro della menzogna comunista, al generale Charles de Gaulle, a Konrad Adenauer, e poi ho pensato, sfido l’impopolarità ma me ne frego, a Bettino Craxi, l’ultimo vero statista italiano.

E poi, anche se non sono di certo, per vari motivi, filo britannico, ho pensato, con il suo immancabile sigaro, la bombetta, le due dita a V in segno di vittoria, a Winston Churchill, che come degno erede, dotato dello stesso carisma e degli stessi attributi, anche se era una donna, una Lady di ferro, ha avuto la formidabile Margaret Thatcher.

E pensando a Churchill mi sono ricordato che era, come me e più di me, un appassionato di Champagne, e di una Maison celeberrima in particolare, situata al numero 44 dell’Avenue de Champagne nel comune francese di Epernay, un adresse che Churchill ebbe a definire come “il più delizioso e bevibile indirizzo al mondo”.

Sto parlando, l’avrete sicuramente capito, della Maison Pol Roger, situata al numero 44 dell’Avenue de Champagne nel comune francese di Epernay, nata nel lontano 1849, Maison che deve il nome al suo omonimo fondatore, rampollo di una celebre famiglia di notai e la cui formidabile storia, densa di successi, potete leggere qui.

Pol Roger è rimasta una delle pochissime maison ancora guidate dalla famiglia d’origine, che continua a perseguire fermamente quelli che sin dal principio sono stati i capi saldi che hanno costituito la filosofia aziendale: selezionare e vinificare solo le migliori uve di chardonnay, pinot noir e pinot meunier, al fine di ottenere vini, e poi cuvée, che siano in grado di celebrare la massima eccellenza.


È in questa maniera che da oltre un secolo e mezzo la Maison elabora e distribuisce un’eccellente e varia gamma di Champagne, che sono stati esaltati nel tempo da personaggi illustri, come appunto Winston Churchill, al quale la stessa Pol Roger ha dedicato una prestigiosa cuvée, prima chiamata White Foil mentre oggi meglio conosciuta come Cuvée Churchill.

In Italia Pol Roger è distribuita da una società fiorentina fondata nel 1997 a Firenze per iniziativa di Giancarlo Notari e che oggi ha due soci, la Famiglia Notari e la Marchesi Antinori S.p.a. che sin dal principio ha creduto nel progetto e ne ha permesso lo start up iniziale. Parlo della Compagnia del vino, del marchese Ludovico Antinori, che importa e distribuisce anche la maison alsaziana Hugel, la neozelandese Mount Nelson, un’altra Maison de Champagne come Marniquet, l’ungherese Baron de Bornemisza.

Con la Pol Roger, 90 ettari di vigneti, 7 chilometri di locali a 33 metri di profondità scavati nella craie, una temperatura media in cantina di 9,5°C (la più bassa nel territorio) e ben 4 rémeurs autorizzati nella squadra di produzione che lavorano su bottiglie ottenute da uve di Pinot Noir, Chardonnay e Meunier che provengono da 30 differenti Cru situati tra la Montagne de Reims, la Vallée de la Marne e la Côte de Blancs, Compagnia del vino lavora da diversi anni con ottimi risultati.

Per brindare ai successi dell’Italia e in attesa di un Churchill, anche in gonnella come la Thatcher, possibilmente senza l’accento romano (che io milanese non sopporto) della Meloni, ho scelto di Pol Roger la cuvée Extra Brut Pure, creata nel 2008 per completare la gamma e definita “un esercizio di stile” destinato a concepire un vino allo stato puro, “pure comme un champagne sans fard, un champagne dans sa nudité la plus totale, un champagne qui se livre totalement”, pur conservando lo spirito dei vari Champagne della gamma. Espressione autentica “della diversità dei terroirs, un vino non-dosé che nasce dall’equilibrio perfetto delle tre uve della Champagne, Chardonnay, Meunier, Pinot noir, ognuna presente con proporzioni eguali”. Per conseguire un simile equilibrio e tale struttura si è reso necessario un lungo lavoro nel corso del quale la scelta delle cuvées e del tempo di affinamento di almeno 48 mesi ha richiesto un grandissimo rigore.

Uno Champagne, non caro, su Plus de bulles viene via a 42,95 euro, che va incontro al gusto degli intenditori che amanodosaggi molto bassi e la finezza degli aromi.

Ricordandomi, come mi ha detto una cara lettrice, l’affascinante giovane nobildonna russa Viktorija Blazevic, appassionata di Barolo come me, che come viene detto da Anatoly Papanov nel film Il braccio di diamante (The Diamond Arm) “Шампанское по утрам пьют или аристократы, или дегенераты!“ (ovvero, per chi non sapesse il russo “Lo champagne al mattino lo bevono gli aristocratici o i degenerati”: io appartengo alla seconda categoria, Viktoriya alla prima) ho stappato questo Champagne Extra Brut Pure Pol Roger di primo mattino, al posto del thé o del caffè che bevo di solito e ne sono stato conquistato, ma che dico, ravi.

Bellissima la presa di spuma, formidabile il perlage finissimo, vivace, scoppiettante di energia, bello il colore, un oro splendente luminoso, suadente ed elegante il naso, fragrante, fresco, giocato tra note di agrumi e sale, di rosa, con un tocco di pasticceria e di ananas.

Attacco in bocca vivo nervoso elettrizzante, diritto, profondo e verticale, con un sorso che si apre poi suadente e cremoso sul palato largo e pieno, con una magnifica acidità che spinge e una bellissima vena di mandorla salata e un filo impercettibile di miele sul finale.

Che dire se non augurare a tutti noi italiani di liberarci di una classe politica inetta, corrotta e provinciale e fare finalmente, dopo tanti rospi mandati giù e fregature di ogni tipo, il segno churchilliano di vittoria?

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Damiano
Damiano
28/01/2021 09:02

Egregio Ziliani, altro prodotto azzeccatissimo sia nel bicchiere che nel portafoglio.
Ad una diecina di euri sopra il base (la parola non tragga d’inganno) ci si porta a casa un prodotto che definirei raffinato, un “signore” si dice dalle mie parti.
A quei soldi, tutta la vita.
Intanto la bollicina sembra quella del termine dell’aspririna tanto è piccola (pensavo fosse sgasato all’occhio!) però c’è, è tanta ed è carezzevole, mentre il gusto mi è sembrato sbarazzino ma tutto sommato armonico e coinvolgente.
La carta al tornasole (assolutamente scientifica eh… di ASSOLUTA affidabilità) della bontà di questo (ed altri prodotti simili)?
Se l’amico abituato a birrazze slavate e calde in bicchiere di plastica piuttosto che la moglie abituata ad acqua del sindaco (ops… sindacA…) apprezzano e seccano la boccia senza tanti convenevoli.
Incredibile il savoir faire delle grandi maison anche su questa fascia di prezzo.

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