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Champagne che passione!

Champagne Cuvée Prestige Cristal 2008 Louis Roederer

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Il gioiello di cristallo raccontato da Simona Paparatto

L’ottima, sorprendente nuova collaboratrice Simona Paparatto, sommelier varesina (A.I.S., ça va sans dire), dopo essersi presentata alla grande su Vino al vino con un bel pezzo d’esordio dedicato ai vini, Gavi e Dolcetto, de Le Marne e averci proposto un delizioso viaggio nell’incanto di Pantelleria e dei suoi vini, esordisce anche su Lemillebolleblog. E lo fa con un coraggio da leone, raccontandoci la sua “prima volta” con uno Champagne leggendario, la mitica Cuvée Prestige Cristal di Louis Roederer, di cui ci racconta le emozioni provate degustando il millésime 2008.

Che dire se non Chapeau Simona e buona lettura a tutti?

Ogni pensiero scompare assaporando tale preziosità. La mente si libera da ogni pregiudizio o congettura, entrando in armonico legame con l’anima esultante, abbracciando corpo ed essere. Questa la mia “prima volta” con Cristal, un vino che amo per le sensazioni che riesce a donare.

Nasce dalla Maison Roederer, (1776 Reims, Francia) unicamente per Alessandro II Romanov (1818-1881), zar di Russia. La Russia è da sempre un grandissimo consumatore di Champagne e Roederer nel 1800 vi esportava circa un quarto del suo prodotto, rifornendo con regolarità la Corte di Mosca, ove si consumavano 460 mila bottiglie di Champagne all’anno, considerando i numerosi e fastosi eventi mondani tenuti dallo Zar.

Alessandro II, più volte oggetto di attentati alla vita, aveva timore gli si mettessero esplosivi nei fondi di bottiglia, o del veleno all’interno di queste. Per tal motivo chiese alla Maison una bottiglia trasparente e dal fondo piatto per poterne visionare il contenuto, impedendo qualsiasi tipo di strategia omicida nei suoi confronti. La nuova creazione avrebbe dovuto essere esclusiva e speciale, con l’intento di celebrare la propria persona davanti al mondo, enfatizzandone pregevolezza, valore e lustro.

Così, nel 1876, venne creato un vero “gioiello”. Sì, perché la bottiglia fu ideata interamente in cristallo e l’etichetta con i colori dell’oro! Quelle in commercio oggi, ovviamente sono in vetro, ma è trasparente, fedele riproduzione della prima, così come il fondo piatto.

Per quanto riguarda lo zar, sopravvisse a ben cinque attentati, ma fu assassinato dalla bomba di un terrorista rivoluzionario a San Pietroburgo il 13 marzo 1881: le sue continue sensazioni e i timori si rivelarono veritieri!

Elaborato unicamente da grandi annate è un perfetto connubio tra Pinot Noir e Chardonnay, da sette Grand Cru appartenenti alla Montagne de Reims, alla Vallèe de la Marne e della Cote de Blancs, di proprietà di Louis Roederer: Verzy, Verzenay, Beaumont, ed Ay per il Pinot Noir; Mesnil sur Oger, Avize e Cramant per lo Chardonnay. Sono 45 parcelles e nell’insieme formano il “Domaine Cristal”.

Il sottosuolo è calcareo con sedimenti affioranti: marne e gesso (costituito da fossili di Belemnite), che conferiscono al vino una mineralità gustativa delicatamente prorompente. La maturazione delle uve, piante di 35/40 anni, per la quasi totalità Grand Cru, è stata lenta e completa, permettendo di ottenere una materia prima eccellente. Parte del vino è stata fermentata in tini troncoconici di legno e parte ha fatto la malolattica, così da moderare l’altissima acidità (la quarta volta per un Cristal: solitamente per questo vino la malolattica non si esegue!).

Consuetudine per l’azienda è affinare almeno sei anni, ma il 2008 (60% Pinot noir, 40% Chardonnay), assemblato nella primavera del 2009 e degorgiato alla fine del 2017, è rimasto in bottiglia per quasi 10 anni: il tempo più lungo per un Cristal! Tutto questo, insieme ad una quasi totale coltivazione in regime biodinamico (la conversione di tutti gli appezzamenti ha avuto inizio nel 2018), pone tale cuvée ad un livello superiore di profondità, nonché di mirabile fattura.

L’annata 2008 in Champagne lasciava intravedere un’estate poco assolata, caratterizzata da intense e numerose piogge primaverili e freddo. Ancor più freddo si è dimostrato il mese di giugno, con rischio di gelate. Poco assolato e fresco, agosto e più in generale tutti i mesi estivi. Inopinabilmente, però, si è trasformata in una delle migliori annate di questo secolo, con un settembre soleggiato e dalle temperature miti, aiutato da venti provenienti da Nord. Questo ha reso possibile una completa maturazione delle uve (aiutata da un terreno ricco di acqua), con ottimo equilibrio tra l’eccezionale acidità, incisivamente caratterizzante di quest’annata, e la notevole estrazione aromatica.

Passiamo all’assaggio. Profumi suadenti di biscotteria, burro fuso, frutta secca e candita, con un soave accenno mielato. Tensione floreale di tiglio, bergamotto e biancospino essiccati. Agrumi a proseguire, con zenzero, talco, gesso e iodio, ed una trama tostata che perdura, insieme ad una fresca e delicata nota balsamica. In bocca crea uno stile. Ricchissimo. Complessità ed eleganza si fanno evidenti. Immensamente giovane, ma con una grandezza che si avverte ad ogni sorso!

Appagante e godurioso, dolcemente agrumato e sottilmente ricco di gusto, dalla gioviale mineralità e sempre bilanciato dalla croccantezza dell’acidità, ben dosata, affilata e gagliarda, senza alcuna sbavatura nella mollezza. Delicatamente accarezzato dal legno, è lungo nel finale, accompagnato da un tocco salino che dà spessore, volume e dimensione ad un vino che nasce per essere perfetto. Cristal Cuvèe Prestige 2008: il valore aggiunto alla vita!

E’ un millesimo straordinario, destinato a diventare un vino di culto per tutti gli amanti del Cristal.” Cit. J.B. Lécaillon, chef de cave Maison Louis Roederer

Simona Paparatto

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Veronica
Veronica
31/01/2021 13:12

che brava la sua nuova collaboratrice, Francoi!
posso augurarmi, avendo letto anche i due articoli su Vino al vino, più Paparatto meno Ziliani?
non se la prenda mi raccomando!

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