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Degustazioni

Ebbene sì, un buon Meunier (metodo classico) lo si fa anche in Italie!

Pubblicato

il

  • Denominazione: VSQ
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Meunier
  • Giudizio: 4.5
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Extra Brut Molinar di Pojer & Sandri: ci siamo!

Belle notizie per gli amanti, quorum ego, dei vini che nascono da quell’uva che in Champagne conta su 10.516 ettari, ovvero il 31% della superficie vitata, contro i 13.120 ettari del magico Pinot noir, sto parlando del Meunier.

Io amo gli Champagne, soprattutto i Rosé (ne ho bevuto ieri uno formidabile, di cui vi parlerò domani) a base di Meunier, adoro la morbidezza suadente che quest’uva conferisce ai vini e pertanto ho appreso con piacere, anche se odio le mode e non vorrei che per le bollicine oggi in Italia il Meunier diventa possa diventare quello che sono diventati per i vini rossi il Petit Manseng o il Petit Verdot (che in Toscana qualche fenomeno vinifica in purezza, roba che a Bordeaux manco si sognano…), che qualcuno comincia a mettere in commercio dei metodo classico base Meunier.

Prima di Natale ho avuto modo di provare un eccellente metodo classico, dove il Meunier gioca con il Pinot nero, prodotto dal simpatico Rodolfo Migliorini, figlio del grande Valentino, alias Rocche dei Manzoni a Monforte d’Alba, non ho avuto modo di provare un Meunier che produce in Trentino una Madama (Martis) alla quale non sono molto simpatico (tranquilla: sentimento pienamente ricambiato) ma non appena ho appreso che un vero amico da una vita, il baffo Mario Pojer da Faedo, era uscito con una sua interpretazione del Meunier, ho trovato il modo di metterci le mani.

E altrettanto ho fatto avendo appreso che anche una cantina oltrepadana, la Tenuta il Bosco (proprietà della famiglia Zonin) era uscito con un Meunier, di cui, per la completezza dell’informazione, non troverete notizia sul sito Internet aziendale.

E per testare i due Meunier italici cosa ho fatto (cosa che farò anche oggi, beh a questo punto il Masulè potrebbe anche fornirmi di ufficio con segretaria, visto che sono sempre lì)? Sono andato, cosa che ho fatto anche venerdì, per un Blauburgunder tasting di cui vi dirò su Vino al vino, al ristorante Carroponte qui a Bergamo, per confrontare le mie impressioni con quelle del patron e sommelier Oscar Mazzoleni e del suo braccio destro sommelieresco, Nicola Valsecchi.

Cosa ci ha dimostrato la nostra degustazione? Che la via oltrepadana al Meunier è ancora tutta da tracciare, visto che la prova fornita dall’Oltrenero Cuvée Emme 2017 della Tenuta Il Bosco (che quantomeno ha una simpatica etichetta) è stata, ad essere generosi, molto deludente. Siamo all’insegna della banalità, poco colore, un rosa pallido grigiastro, bollicine nel bicchiere quasi impercettibili, naso ancora più timido, poco espressivo, intensamente vinoso, con leggere note di piccoli frutti rossi, ma poi una bocca stanca e molle, un gusto dolcino quasi proseccheggiante cui fanno riscontro, in un contrasto assurdo, tannini verdi e astringenti. Insomma, lassuma pert.

Il Meunier di Pojer e Sandri invece, un Extra Brut denominato Molinar, che Mario vende online a 40 euro, ha convinto in pieno Nicola, Oscar e me (già un bel risultato, visto che spesso i nostri pareri discordano) mostrano un vero carattere da Meunier, una bella personalità, una grande piacevolezza di beva.

Bello il colore rosa salmone brillante, intenso, vivace, splendente, naso denso giocato tra lampone, ribes e agrumi, con una bella sfumatura floreale e una nota sapida e minerale, pieno in bocca, ricco, cremoso, consistente, vinoso in maniera calibrata e fresco, vivo, teso, con una bella tessitura.

Posso dire di più? Vi dico che se inserito alla cieca in una degustazione di Champagne base Meunier (lasciamo stare quelli di Jérôme Prévost – La Closerie – che sono fuori concorso e viaggiano in un’orbita tutta loro) il Molinar di Faedo avrebbe fatto la sua bella figura. E scusate se è poco.

Immancabile dedica finale, alla belle femme qui n’a pas des cheveux rouges, mais blonds qui semblent un peu rouges.

La prochaine bouteille de ce Meunier italien j’aimerais la goûter avec vous, puis-je faire ce réve? S’il vous plait Madame, ne négligez jamais quelqu’un qui vous a montré qu’il se souciait de vous…

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Damiano
Damiano
10/02/2021 17:46

Grazie del racconto Ziliani, noi “amanti del PM in purezza” attendevamo la Sua descrizione di questo un prodotto piuttosto inusuale.
Commercialmente è ancora abbastanza sconosciuto (appunto sito aziendale + altra enoteca trentina dalle ns. ricerche), tuttavia speriamo di reperirne a breve.
Piccola digressione: l’ultimo PM in purezza non mi aveva esaltato… parliamo dell’Exclusiv’T di Taillet… gusto non malaccio ma bolla troppo stanca e con un finale che traeva in inganno sul sapido (se manca di vivacità mi altera le percezioni).
Considerato il pedigree del personaggio in questione (che a detta di tanti sa trattare molto bene il PM) forse era la boccia sbagliata… o forse il sottoscritto non capisce un accidente.

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