Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Champagne che passione!

Champagne Blanc de Noir Hommage au Pinot noir Henri Giraud

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Pinot noir
  • Giudizio: 4.5
1

Uno Champagne ricco e strutturato che usa il legno in maniera mirabile

Aveva proprio ragione la geniale Coco Chanel, ineguagliabile e rivoluzionaria stilista francese quando affermava “Je bois seulement du champagne à deux occasions. Quand je suis amoureuse et quand je ne le suis pas”, che tradotto suona “Bevo Champagne solo in due occasioni, quando sono innamorata e quando non lo sono.”

Troppo facile e banale stappare Champagne quando tutto va bene, per celebrare un successo, quando in amore tutto sorride, quando sei nella fase entusiasmante, esaltante, che ti porta ad essere, secondo qualcuna, “un esaltato” che sogna romanticamente, che magari corre troppo e mette il carro davanti ai buoi. E poi scopri che i buoi sono scappati e resti solo con un carretto inutile pieno di macerie e fallimenti. Dell’ennesima delusione dovuta al troppo entusiasmo, al desiderio di volare, alla gioia di sentire il cuore, come a me accadeva non più tardi di venerdì mattina nella fatal Torino, cantare…

No, care e cari miei, bisogna stappare Champagne e brindare, a se stessi, alla vita, che comunque vada, anche quando ti becchi una tranvata sentimentale, è degna di essere vissuta, con curiosità, e credere fermamente che la prossima volta, se ci sarà, se non batterai in ritirata e appenderai il cuore al chiodo, andrà meglio.

Proprio come ho fatto ieri sera, quando in un mood tra il malinconico, il deluso, il ferito, prima di mettermi in un angolino e leccarmi le mie ferite, ascoltando il mio amato Mozart, alcuni Concerti per violino e orchestra interpretati dalla sublime Anne-Sophie Mutter, che più passano gli anni e più diventa brava e bella (ci aveva visto bene Karajan..) ho deciso, l’avevo messa in frigo domenica e pensavo a ben altro tipo di brindisi, di stapparmi uno Champagne.

E non uno Champagne qualsiasi, uno Champagne prêt-àporter, non impegnativo, adatto in ogni occasione, ma, l’occasione richiedeva un surplus di coccole bollicinose, uno Champagne gastronomico, importante, strutturato, figlio di quell’uva suprema che è, e non solo in Bourgogne, ma anche tra Reims ed Epernay, il Pinot noir, uno Champagne che sulla carta non sarebbe il mio ideale (ma come sbaglio valutazioni sulle donne, potrò anche permettermi di sbagliare e poi correggermi anche sui méthode champenoise?) visto che viene fermentato in botti di legno, e io notoriamente non vado pazzo per la tipologia fût de chêne, ma che alla prova dei fatti, boia fauss, che buono!

Di questa Maison, Henri Giraud, vi avevo già raccontato due mesi fa l’ottimo Esprit Nature dalla bellissima etichetta (beh anche questa in fatto ad eleganza non  scherza), e mentre confesso di non aver capito, non è nelle mie corde, il Grand Cru fût de chêne MV 15 che il suo importatore, il bravissimo Pietro Ghilardi da Bergamo, dal 2011 importatore, distributore ed enoteca on line con uffici a dieci minuti di bicicletta da casa mia (bisogna che torni a trovarti Pietro, i vini di Langa di Renzo Seghesio e magari il Ventoux Blanc del Domaine de Fondrèche vorrei proprio assaggiarli…), aveva insistito per farmi assaggiare, ieri sera ho promosso a pieni voti l’Hommage au Pinot noir, un nome che è un annuncio, un omaggio, una doverosa celebrazione a quello che dopo il Nebbiolo è il re dei cépages.

Uno Champagne importante che Ghilardi propone online, astucciato, a 59,95 euro, (un sito francese come Vinatis lo propone a 62), che è il nuovissimo Blanc de Noir prodotto da Champagne Henri Giraud e rappresenta l’evoluzione della Cuvée “Hommage au Francois Hémart”, prodotta fino al 2019 che però conteneva quasi un terzo di Chardonnay.

Ghilardi presenta così il vino: “con il 2020 è invece nata la nuova cuvée prodotta con 100% Pinot Noir. Il vino viene fermentato in botti di legno della foresta di Argonne, dove viene affinato per 12 mesi sui lieviti e dopo la presa di spuma riposa per non meno di 36 mesi sui lieviti. La cuvée contiene circa il 40% di vini di riserva. È uno Champagne ricco e al contempo delicato che cattura la generosità del terroir di Ay. Il complesso bouquet del vino continuerà ad evolvere con l’affinamento in bottiglia per almeno 10 anni dalla sboccatura, che troverete incisa a laser sopra l’etichetta a sinistra. Come per tutti gli Champagne di Henri Giraud è possibile scansionare il QR sulla retro-etichetta per visionare le analisi chimiche del vino, che certificano l’assenza di pesticidi”.

Non ero al Carroponte dal mio amico Oscar Mazzoleni ieri sera, ma a casa mia e quindi non l’ho abbinato a piatti di pesce saporito, tartufo e carni bianche, ma ad uno strepitoso salame dell’Oltrepò Pavese e poi a normalissime orecchiette al pesto, ma mi è piaciuta tantissimo questa celebrazione bollicinosa della vigoria, pugno di ferro in guanto di velluto, del Pinot noir fatta da Henri Giraud.

Colore paglierino oro molto intenso, fitto e grasso nel bicchiere, questa volta di Sophienwald, perlage finissimo e continuo, naso caldo, maturo, molto ricco e persistente, con note di ananas pompelmo fiori bianchi sale e pasticceria e un filo di frutta secca che richiamava una presenza, discreta, del legno.

Bocca molto piena, calda, avvolgente, con grande stoffa e pienezza, gusto molto largo strutturato e potente, con una nota di legno che si avverte ma non disturba sul finale e amplifica la puissance del Pinot noir e dà al vino ulteriore spalla, e quel quid di inconsueto, di esotico che a tanti piace e dà quel leggero frisson, un surplus di charme in uno Champagne già grande.

E per dirla ancora con Coco Chanel “Je bois seulement du champagne à deux occasions. Quand je suis amoureuse et quand je ne le suis pas”. Ho bevuto Champagne ieri sera e continuerò a berlo oggi: quale sia la mia attuale condizione lo sa solo il mio cuore, chi vivrà vedrà, l’importante è vivere, sognare, e non smettere mai di mettersi in gioco, senza risparmi, con l’ingenuità e l’eterno romanticismo, un po’ “esaltato”, dei miei 64 anni…

Non dimenticate di leggere anche

Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
Fai click per commentare
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Seguimi su Facebook

SPAZIO PROMOZIONALE









I SUGGERIMENTI DI VINOCLIC


LEGGI IL MIO BLOG PERSONALE!

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x