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Degustazioni

Corpinnat Gran Torello Brut Nature 2013 Torello

Pubblicato

il

  • Denominazione: Corpinnat
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Xarel.lo, Macabeu, Parellada
  • Giudizio: 4.5
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Señoras y señores, qué maravilla!

Io li sento già i ragli degli asini, che sono quelli che non sanno e pretendono di sapere, quindi sono asini saccenti e insopportabili, che sproloquiano dicendo: Cava? Ma che vini mediocri, roba da hard discount, da supermercato!

Raglio d’asino non sale al cielo e le capre parlino pure, belino, raglino e sparino caxxate, perché in primis il mondo del metodo classico spagnolo non si limita al Cava e all’interno della D.O. Cava ci sono tanti livelli e tante differenziazioni qualitative e di prezzo, e dal Cava normale, con un minimo di 9 mesi sui lieviti, si passa al Reserva, almeno 15 mesi, al Gran Reserva, oltre 30 mesi, e infine al Cava de Paraje calificado, che prevede una permanenza di almeno 36 mesi sui lieviti.

Ma gli asini-capre-ignoranti, belin, quanti ignoranti ci sono ancora nel e attorno al mondo del vino!, non sanno che oltre al Cava, e ad altri espumos di qualità prodotti non solo nel Penedés, dove al di fuori della D.O. agisce una Bodega fenomenale come Raventos y blanc (provare per credere il loro Blanc de nit in vendita, consegnano anche in Italia, su Italvinus), ma anche in altre zone della Spagna, Rioja compresa, esiste da qualche anno una super categoria di metodo classico.

Questo vero e proprio club di Bodegas di altissima qualità si chiama Corpinnat (in catalano significa nel cuore del Penedés) e se andate sul sito Internet, qui la versione in spagnolo, più comprensibile della pur nobile favella di Catalunya) scoprirete che Corpinnat designa “una Marca Colectiva de la Unión Europea nacida con la voluntad de distinguir los grandes vinos espumosos elaborados en el corazón del Penedès, a partir de uva 100% ecológica recolectada a mano y vinificada íntegramente en la propiedad”. Inutile che traduca, todo claro!

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Un regolamento, un disciplinare di produzione super rigoroso (ancora più rigoroso di quello della Champagne e della zona spumantistica bresciana che non mi ricordo mai come si chiami…), dieci aziende aderenti, innanzitutto la mia adorata Recaredo, poi un’altra bodega fuoriclasse (che forse prossimamente tornerà ad essere importata chez nous) ovvero Gramona, poi Llopart, Nadal, Can Feixes Huguet, Sabate i Coca, Mas Candì, Descregut, Julia Bernet, e una bodega che dal 2017 è distribuita e commercializzata in Italia, grazie a me.

Fu difatti, nel febbraio del fatidico 2017 (inoubliable cette année e fatale fu un incontro in quel di Paris…) a Montpellier, dove mi trovavo per il Salone Vinisud, che scopriì l’esistenza di Torello, viticoltori dal 1395, 90 ettari di vigneto, vinificazione da uve solo di proprietà.

Mi sono fermato allo stand, incuriosito dalle etichette e anche da una bella muchacha muy hermosa, che poi ho scoperto essere la loro Export manager, Rosó Gabarró e con il mio inglese assolutamente non oxfordiano ho avviato un dialogo con lei mentre mi faceva degustare le varie cuvées.

Corpinnat doveva ancora nascere e i vini erano ancora Cava D.O. e io restai colpito dalla qualità diffusa di quello che Roso mi fece provare, anche qualche vino fermo (loro producono sia espumos che vini tranquilli) e una volta conosciuti i prezzi io, che all’epoca non immaginavo che tre quattro anni dopo mi sarei dovuto inventare consulente e riuscire a far importare Champagne e altro in Italia e vini Italiani in quel di Paris, per la selezione di Ardesiaco, le chiesi: avete un importatore in Italia?

Alla risposta, non ancora ma vorremmo averlo, il mio cervello (ne ho, checché ne dicano qualche farabutto e qualche stordita) si mise a funzionare e le risposi: ci penso io a trovarvelo.

E nel giro di un mese, grazie ad un paio di telefonate, alla spedizione di campioni dalla Catalunya a Padova, alla degustazione che ebbe esito positivo, all’accordo commerciale tra loro, ecco che alcune cuvée di Cava, ora Corpinnat, di Torello cominciarono ad essere importati e lo sono tuttora, dai miei amici Marta Valentini e Mirco Carraretto e figli, ovvero l’Enoteca La mia cantina nella città di Sant’Antonio e del mitico Caffé Pedrocchi. Che importa e distribuisce ottimi vini esteri, gli Champagne di Marc Hebrart, i Vouvray del Domaine Vigneau-Chevreau ad esempio.

Di quegli espumos di alta qualità scrissi qui, lanciando una mission che non sono ancora riuscito a compiere ma non demordo e rilancio, far conoscere di più e aiutare ad incrementare le vendite di metodo classico iberici in Italia, e poi più di recente qui, e torno a scriverne oggi, fiducioso che grazie al recente contatto con una bravissima giovane enologa spagnola che vive e lavora in Italia e che ha lavorato precedentemente nel mondo Cava e poi in California e Australia, Helena Hugas Antequera, con la quale stiamo mettendo a punto un progetto, i migliori metodo classico spagnoli, Cava e non Cava, Corpinnat in primis, possano trovare uno spazio più consono.

Resta un fatto molto interessante, come mi ha fatto notare Helena, ovvero che nell’annus terribilis 2020 il Cava in Italia é cresciuto in termini di volumi venduti, anche se purtroppo ha perso a valore, ma ci sarà tempo e modo di convincere gli appassionati di bollicine a spendere di più per una bottiglia di metodo classico spagnolo di qualità.

E così ieri sera, grazie all’efficienza di un’enoteca on line a proprietà spagnola che vi raccomando di visitare se volete approvigionarvi dei migliori vini prodotti nella terra di Cervantes (e della cerveza y del meraviglioso jamon iberico) oltre che di una bella scelta di vini italiani, parlo di Italvinus, loro lo vendono a 28,90 euro, vedete qui, mi sono stappato uno dei top di gamma della bodega, il Gran Torello Brut Nature 2013, cuvée composta per il 46% da Xarel.lo, il 30% da Macabeu e per il 24% da Parellada provenienti dalla finca de Can Martí, bottiglia con sboccatura recente novembre 2020, il che indica una permanenza sui lieviti di qualcosa come 80 mesi. 80, alla faccia dei deficienti che dicono che il Cava è poco più di un Prosecco.

Di Torello, bodega nel villaggio di Gelida, ci tengo a dire che hanno vigne poste su suoli ricchi di fossili marini, gesso e calcare, inseriti in un contesto mediterraneo completamente diverso dalla Champagne, dove si allevano Xarel.lo, Macabeo, Parellada, a bacca bianca, assieme a Pinot Noir e Garnacha.

L’assaggio ieri sera mi ha come sempre elettrizzato quando provo una loro cuvée e questo Brut Nature mi ha confermato di trovarmi di fronte ad un prodotto più che eccellente. Una bollicina che ieri sera mi reclamava quei mariscos e quelle huitres, frutti di mare della Galizia e ostriche (ça va sans dire, francesi), di cui non disponevo, ma amen.

Colore paglierino oro intenso con una sottile ramatura, perlage finissimo, nel mio bicchiere favorito, quello prodotto da Italesse e inventato da Luca Bini da Isera, conducator della splendida Casa del vino della Vallagarina,  naso deciso, maschio, perentorio, volitivo, asciutto e nervoso, con note di fiori bianchi agrumi ananas frutta secca (soprattutto mandorle e noce) in evidenza, un naso che dovrebbe piacere agli amanti degli Champagne intelligentemente ossidativi.

Bocca diretta, secca, nervosa, incisiva, salata, con retrogusto tra l’ostricosa e la mandorla fresca, gusto molto lungo e persistente, con qualche piacevole ruvidezza, intensamente agrumato e senza alcuna concessione alla piacioneria, con una bella persistenza lunga e tesa.

Señoras y señores, qué maravilla!

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Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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domenico
domenico
01/03/2021 07:20

Cava molto interessante, come altri che anche prima di Corpinnat, producevano metodi classici di grande qualità. Da provare Agustì Torellò Mata. I cava di hanno una forte predisposizione gastronomica, ovviamente non quelli che vi versano alla Barceloneta che, alla bottiglia, costeranno 2,90. La curiosità paga.

Damiano
Damiano
03/03/2021 14:18

Ziliani… i deficienti vedono che il Cava costa poco più di un Prosecco pertanto fanno l’equazione con “sarà” (non “è”… perchè magari non l’hanno nemmeno assaggiato) poco più di un prosecco.
Ottima convinzione per rimanere sempre a mangiare quadretti in brodo e lesso di gallina (vecchia).
A parte il fatto che, cari i nostri disinformati, ci sono prodotti anche di fascia alta, dei gran reserva stupefacenti… ma la cosa che caratterizza questa produzione è mediamente una qualità molto superiore rispetto alle aspettative lette nel prezzo della bottiglia.
E guardi che gli stessi saccenti con cui ha avuto a che fare Lei, Ziliani, si trovano anche nelle impressioni e discussioni che senti davanti al banco dell’enoteca.
Erano bolle che in generale non conoscevo e grazie a Lei oltre ad un pò di sana curiosità ora fanno parte delle nostre piacevoli bevute.

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