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Champagne che passione!

Champagne Brut Grand Cru Vieilles Vignes Paul Sugot

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Chardonnay
  • Giudizio: 5
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Da Avize una splendida cuvée affinata dieci anni sui lieviti, ampia e cremosa

Siete amanti degli Champagne di carattere, vi piacciono i Blanc de Blancs Grand Cru della Côte des Blancs, magari espressione di Vieilles Vignes che molto vieilles sono davvero, badate alla sostanza e non all’apparenza e ve ne fregate se quella bottiglia non è mediatica e non viene utilizzata dalle wine influencers instagrammiche come pretesto per le foto furbette e un po’ ammiccanti sui loro account e avete una cinquantina di euro da spendere?

Bene, se avete risposto di sì a tutte queste domande seguitemi, che ho una chicca tutta per voi. Lo dico subito, non si bubbles talent scout tratta di una mia scoperta, ma l’ho potuto degustare e apprezzare grazie a chi l’ha scovata girovagando per caves tra Reims et Epernay, ovvero due simpatici signori che corrispondono al nome di Marco Maini e Stefano Bazzoni i quali lo scorso anno si sono inventati, noncuranti del fatto che in Italia di Champagne se ne importassero già, l’enoteca on line Bollicine di Francia, una selezione di cose deliziose, dalle cuvées di Madame Line Mondet a quelle di Parmantier-Rigout, Benoit Beaufort, Christian Peligri, Payelle, Perron-Beauvineau e gli altri récoltant manipulant che troverete ben presentati sul loro sito Internet.

In questo caso Maini & Bazzoni hanno avuto una botta di… perché pescare un vigneron stile vin de garage, dalla produzione confidentielle di nemmeno 15 mila bottiglie, con cantina e vigne nientemeno che ad Avize, e convincerlo a destinarne una piccola parte al mercato italiano è stato davvero un bel colpo.

Ne valeva la pena, perché Paul Sugot, erede di una dinastia di RM che opera in Champagne da cinque generazioni, un vigneron che, guardate la bottiglia, non si cura molto dell’appeal delle etichette, non ha sito Internet, ma ha dalla sua un atout formidabile, essere proprietario di piccole parcelles di vigneti che hanno una età  che va da minimo 50 anni per arrivare fino a 110 anni di età (mais oui, vignes centenaires!), dev’essere davvero un personaggio.

Lui produce tre tipologie di Champagne e per scelta non produce Rosé, cosa che potrebbe fare solo se acquistasse uve, visto che le sue vigne sono solo a Chardonnay, e tutte riposano sui lieviti per almeno cinque anni e nel caso del vieilles vignes 10 anni, mentre per il millesimato si arriva a 12 anni.

Nella gamma di Monsieur Sugot, che comprende anche un Brut classique affinato 5 anni (costo 46 euro) e un millésimé 2006 il cui élévage sur lie sale ad anni dodici, prezzo 75 euro, ho scelto, costa 56 euro ma è formidabile ve lo assicuro, il Brut Blanc de Blancs  Grand Cru Vieilles Vignes, affinato sui lieviti “solo” dieci anni, uno Champagne che ho avuto modo di degustare la scorsa settimana quando Marco e Stefano mi hanno raggiunto a Bergamo, il penultimo giorno prima dell’ennesima dannata chiusura, al ristorante Carroponte del patron e sommelier Oscar “the wizard” Mazzoleni.

Come ho detto, vieilles vignes su suoli calcarei tra 48 e 110 anni di età, regime di viticulture raisonnée, dosaggio di 5 grammi e mezzo, per una cuvée a mio modesto avviso assolutamente da applausi.

Mi è piaciuto tanto il colore, un paglierino intenso che vira verso l’oro antico, brillante e luminoso, mi sono goduto, nell’ampio calice di Riedel, lo spettacolo del perlage sottile e continuo, e ho ammirato la grassezza e la consistenza calibrata di questo Brut Grand Cru, il naso fitto e intensamente cremoso, di ampia tessitura, con note in continuo sviluppo di mandorla, pesche gialle, un accenno di agrumi e poi cioccolato bianco, miele, un filo di meringa a comporre un bouquet ampio, variegato, di gran carattere.

E mi sono goduto, mentre mi gustavo, tanto per cambiare, il piatto che amo sempre mangiare quando vado da Oscar, gli spaghettoni scampi e peperoncino, virtuosismo dello chef Fabio Lanceni, la pienezza, la charpente, il vigore di questo Vieilles Vignes, la sua larghezza in bocca, la consistenza, la persistenza lunga, in un quadro di assoluta freschezza, con lo Champagne a giocare su più dimensioni, ampiezza e profondità.

Mi sa, cari Marco e Stefano, che di questo vigneron tornerò a scrivere presto, non appena avrò assaggiato anche le altre due cuvées. Mon Dieu que c’est bon ce Champagne de Monsieur Sugot!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Matteo
Matteo
07/03/2021 21:29

Cosa si intende per profondità? GRAZIE. Un saluto.

Matteo Frontini
Matteo Frontini
17/03/2021 08:49

Buongiorno signor Ziliani, le ho scritto anche una mail mi risponda dove è più comodo.
Consiglio per un neofita di champagne: scelta tra De Sousa e questo Sugot. Quale mi consiglia? Grazie

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