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Cara Conad sul prezzo del Franciacorta Prestige sei proprio fuori di testa!

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A 38,90 euro, 8 euro e 40 più caro che da Esselunga comprarlo è da TSO…

Io continuo a dirlo e ripeterlo che si può vivere benissimo senza acquistare e bere Prosecco (Doc o Docg poco cambia, anche se i vini della zona storica, quella di Conegliano Valdobbiadene dalla loro almeno hanno il blasone, colline bellissime, ma sempre di Glera si tratta…, della serie miracula non facio…) e, anche se è meglio, ma sì, ammettiamolo, del Franciacorta più mediatico, quello che piace alla gente che piace (e magari lo beve i giorni festivi mentre nei feriali beve Prosecco) quella che di vino e di bollicine ne capisce come io di persiano antico, cinese e cibernetica, ovvero il flamboyant, prestigioso, almeno nel nome, Prestige di Cà del Bosco.

Lo so bene, ci sono lupetti e lupacchiotti che questa cuvée l’hanno rivalutata, bontà loro, ognuno ha diritto a qualche perversione e insana passione, però io, pur con tutto il doveroso rispetto per il fenomeno commerciale, perché quando di un metodo classico se ne producono un milione e mezzo di bottiglie e si vendono tutte e non si svendono, chapeau all’azienda che lo produce e ad un sistema commerciale formidabile che riesce a proporlo, dalle Alpi alle Piramidi, come imperdibile e irrinunciabile, non solo nei bar, nelle pizzerie o nella grande distribuzione, ma anche in enoteche e ristoranti seri, io il Prestige non lo bevo.

Cosa ci volete fare, sarà il nome, sarà che quando è stato presentato per la prima volta come madrina c’era, accanto al deus ex machina di Cà del Bosco Maurizio Zanella quella Donna di sensazionale bellezza dell’ex Miss Italia Martina Colombari, moglie del bbbilanista (ahimé) e altrettanto bellissimo Billy Costacurta, sarà la cartina colorata arancione usata per schermare il vino dalla luce (ma perché lo Champagne Cristal, che è Cristal, mica il Prestige, e ha la stessa bottiglia chiara, non la usa?) sarà quel cappero che volete, ma l’entry level della franciacortina Cà del Bosco, di cui alcune cuvées, Dosage Zero in primis, sono di livello assoluto, continua ad avere un successo pazzesco.

Altro che la cuvée Alma, dalla volgare etichetta arancione, dei competitors, a parole, di Cà del Bosco, la Bruttavista (la chiamo così da quando le cuvées non sono più appannaggio tecnico del grande chef de cave che l’ha fatta crescere, il grande Mattia Vezzola ma di una delle figlie del paron da li beli braghi bianchi) creata con il preciso intento di “imitare” e porsi sulla scia del fenomeno Prestige, ma decisamente meno appealing. Da ogni punto di vista…

Il problema sul Prestige è che se uno proprio non riesce a farne a meno ( ma io se prevedete di spendere 30 euro circa per una bottiglia potrei offrirvi fior di alternative, qualitativamente superiori, sia nella stessa zona spumantistica bresciana oppure in Oltrepò Pavese, Alta Langa o Trento Doc, basta leggere questo blog per averne contezza), se la compra per fare bella figura offrendola in discoteca, in pizzeria, wine bar, per regalarla ad amici enofighetti, a quelli “ma che buono il Franciacorta Prosecco!”, a gente di bocca buona senza tante pretese, deve capire quanto pagarlo.

Per me a 25 euro sarebbe già strapagato, ma accade, come ho potuto verificare questa settimana, che come un pirandelliano uno nessuno centomila il vostro amato Prestige in tre posti diversi io l’abbia trovato a prezzi che variano dal minimo al massimo di ben 10 euro.

L’ho visto mercoledì pomeriggio a Milano, in via Paolo Sarpi al 7, nel cuore del quartiere cinese, in un’enoteca proprietà di simpatici e giovani nativi d’Oriente, dove lavora la mia cara amica, polacca di nascita ma più italiana nello spirito di tanti italiani, Lucia Niedzielak, di formazione Fisar non AIS o Onav, eppure bravissima e super preparata, sullo scaffale al prezzo incredibilmente basso (in questa enoteca tutti i ricarichi sono straordinariamente bassi) di 28 euro.

Poi giovedì l’ho vista, la stessa bottiglia, non fate caso al cartellino del prezzo che erroneamente riporta Rosé ma era il Prestige normale, sugli scaffali dell’ex Auchan ora Conad di via Carducci a Bergamo ad un prezzo strabiliante di 38, 90 euro, ovvero 10 euro e 90 in più che in enoteca a Milano e vorrei vedere chi sia tanto allocco da spendere 40 euro, cifra che pagherete fior di Champagne, ad esempio quelli di Line Mondet, di Payelle Père o di Perron-Beauvineau, proposti dall’enoteca online Bollicine di Francia, per quelle bollicine.

E poi stamattina l’ho visto da Esselunga, al prezzo che mi risulta essere stato concordato con Cà del Bosco (non contate balle Signori Lunelli della Ferrari di Trento, anche voi concordate i prezzi stracciati del vostro Trento Doc base con il canale della GDO creato dal geniale Bernardo Caprotti!) ovvero di 30,50 euro.

Allora, chiedendomi se alla Conad sappiano far di conto, se il Prestige di Cà del Bosco che non acquistano direttamente ma presso qualche distributore, serva loro come prodotto civetta o che altro, ma sullo scaffale a 8 euro più caro che all’Esselunga dubito che avrà molto successo, se la crisi di astinenza da Prestige è così forte per voi, beh, almeno cercate di limitare i danni e pagatelo il meno possibile. Spendere circa 39 euro per quel Franciacorta è scelta da TSO immediato…

Non dimenticate di leggere anche:

Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it. E di visitare il nuovo canale Youtube https://www.youtube.com/watch?v=MltATjzDhAs

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Rino
Rino
13/03/2021 19:14

Buonasera
Leggo sempre con interesse i suoi articoli sia su questo che sul blog vino al vino… articoli sempre interessanti che molto spesso rappresentano una voce fuori dal coro nel mondo vino… volevo chiederle un consiglio… oltre a quello indicato nell’articolo saprebbe indicarmi altri siti online dove poter comprare champagne e vini francesi? Grazie in anticipo

Fabrizio
Fabrizio
27/03/2021 19:14
Reply to  Rino

Vinatis

Manuel
Manuel
13/03/2021 21:02

Se non sbaglio però Franco quello indicato è il prezzo del rose…fermo restando che sono d’accordo col contenuto,a 30€ magari sbaglierò ampiamente ma qui a Parma in un supermercato trova la cuvee di laurent Perrier…

Damiano
Damiano
13/03/2021 23:00
Reply to  Manuel

….che, gentile Manuel, a 30 dobloni la cuvée di LP è proprio un bel bere…

Luca P
Luca P
15/03/2021 09:53

Désolé ma solo per correttezza Cristal usa la pellicola arancione per prevenire i colpi di luce….
Per tutto il resto pienamente d’accordo con lei, Ziliani.
E speriamo con sincerità che questa decisione del fine mese sia ancora rivedibile..

Damiano
Damiano
16/03/2021 07:48
Reply to  Luca P

Bah… il fatto che una pellicola di quell’arancione semitrasparente protegga convenientemente dalla luce mi lascia un pò perplesso… due meno nobili pagine di un quotidiano recuperato assolverebbero meglio il compito.
Vista la moltitudine di utilizzi (anche per vinazzi osceni cui la luce potrebbe addirittura fare bene…) mi sa che la cover arancio sia diventata uno status.

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