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Degustazioni

Alta Langa Brut Nature Vigna Gatinera 2008 Fontanafredda

Pubblicato

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  • Denominazione: Alta Langa
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Pinot nero
  • Giudizio: 5
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Da una vigna storica di Pinot nero un metodo classico regale

Ritorno a scrivere di Alta Langa Docg, quella denominazione in grande salute di cui un collega mandrogno non sembra avere contezza, visto che stranamente non ne scrive mai sul giornale torinese dove ha una rubrica di vini, e facendo tesoro dell’istruttiva maxi degustazione di oltre 60 campioni che ho fatto il mese scorso a Cocconato d’Asti ospita della cantina del Presidente del Consorzio stesso, il vecchio amico Giulio Bava, alias Cocchi, voglio parlarvi degli Alta Langa di un’azienda storica.

Lo so già, qualche imbecille (ci sono anche tra i lettori dei miei blog, qualche stordito li legge per poi mandare, con nomi falsi, commenti che puntualmente finiscono nella monnezza) salterà su a dire, eccolo Ziliani che scrive di un’azienda del suo amico Oscar Farinetti.

E’ vero, la storica azienda, dove misi piede per la prima volta a metà anni Ottanta, quando ancora ignoravo l’esistenza di Oscar, che all’epoca il vino si limitava a berlo e magari non si immaginava nemmeno lontanamente che un giorno ne sarebbe diventato uno dei dominus in Piemonte e in Italia, e dove sono stato tante volte (è un posto splendido e lo è diventato cento volte di più dopo che Farinetti l’ha acquistato) è una delle aziende, con Borgogno e altre, che fanno parte del ricco portafoglio del creatore di Eataly e Green Pea.

Però alla Fontanafredda, un posto magico che vi consiglio assolutamente di visitare, quando finalmente la nostra condizione di ostaggi sarà finita e potremo tornare finalmente a muoverci e vivere, anche solo per una passeggiata nel parco, una visita ai vigneti, alle strutture storiche di questo luogo caro al Re Vittorio Emanuele II di Savoia e a Rosa Vercellana, nota come la Bela Rosin, nei ristoranti, dove si mangia splendidamente grazie alla supervisione di Piero Alciati, uno dei figli dei grandi Guido e Lidia, a comandare è un altro Farinetti.

Parlo del più giovane, 31 anni, dei tre figli di Oscar, Andrea, enologo formatosi alla scuola enologica di Alba, un ragazzo che ho incontrato tre volte lo scorso anno e che ad ogni incontro mi è sembrato non solo simpaticissimo ma super preparato e consapevole del ruolo che gli è toccato, ovvero essere figlio di Oscar (il che immagino sia un impegno non indifferente, ma sempre meglio essere figlio del baffo che figlio di Ziliani, chiedere a mia figlia…), e doversi occupare della parte enologica di tutte le aziende della galassia. Piemontesi, ma anche friulane, una in Chianti classico e l’azienda sull’Etna, Palmento Carranco, dove produce un Etna rosso splendido di cui conto di parlarvi già questa settimana.

Nella mia degustazione di febbraio ho degustato diversi Alta Langa di Fontanafredda e devo dire che mi sono decisamente piaciuti tutti, chi più chi meno. Mi ha convinto l’Extra Brut 2014, (uvaggio di Pinot nero e Chardonnay) colore paglierino intenso, perlage sottile e continuo, bel naso fitto, teso, salato, con note agrumate e profumi caldi e intensi, largo, pieno, vinoso, di bella consistenza, molto ricco lungo e persistente.

Altrettanto posso dire per il Blanc de noir 2016 di Casa Mirafiore, l’etichetta storica della gamma dei metodo classico Fontanafredda, colore paglierino oro intenso, naso fitto, strutturato che richiama la pasta di mandorla, con un tocco leggermente ossidativo che dà carattere alla cuvée, molto largo, pieno, strutturato, direi grasso, voluminoso e molto gastronomico.

E ha convinto me, che sui Rosé sono molto esigente, il Contessa Rosa Rosé 2014, dal colore rosa salmone non molto vivo e brillante, di buona lucentezza, caratterizzato da un naso affumicato pietroso minerale che prevale sulle note di lampone, ribes e una sfumatura di agrumi, teso e di bella energia verticale, nervoso e di bella persistenza lunga.

Ma quello che più mi è piaciuto è stato il metodo classico simbolo di Fontanafredda, che ricordo tanti anni fa cullato e reso grande dal bravissimo enologo di allora, quel gentiluomo di Livio Testa che ricordo sempre con affetto, un metodo classico prodotto con lo stesso concetto dei Barolo Fontanafredda, che è stata la prima a selezionare un cru, una vigna, Vigna Gatinera, coltivata a Pinot nero e destinata alla produzione di bollicine nobili di livello eccelso.

E questo Alta Langa Brut Nature Vigna Gatinera 2008, minimo 84 mesi sui lieviti, 100% Pinot nero, non dosato, prodotto in diecimila esemplari, da uve raccolte in cassette da 20 chili, direttamente versata in pressa per una spremitura soffice e delicata, con una parte che effettua la fermentazione in serbatoi di acciaio inox a bassa temperatura (18-20 gradi) e l’altra affinata in barriques dove effettua la fermentazione ad una temperatura massima di 20 gradi e poi terminata la fermentazione viene mantenuto a contatto delle fecce fini fino in primavera, quando viene realizzata la cuvée unendo i vini provenienti dalle due fermentazioni, è un Alta Langa esemplare.

Colore paglierino oro, perlage fine e intenso, mostra un naso integro, pimpante, di grande energia, con note di mandorla, miele, fiori bianchi, un naso sapido minerale leggermente riduttivo, e poi bocca grintosa, larga, piena e succosa, con un andamento nervoso di bella verticalità continuità e persistenza lunga che chiude su note di pietra focaia.

Qualcuno giustamente dirà che questo 2008 non è farina del sacco di Andrea, ma dell’enologo (bravo) che ha operato prima di lui in Fontanafredda, ma io, conoscendo il più giovane dei Farinetti e la voglia del babbo di primeggiare anche nell’Alta Langa, così come dicono bene la loro nel Barolo e negli altri vini di Langa, sono sicuro che di Alta Langa Gatinera così Andrea, Bacco permettendo, ce ne regalerà molti altri. L’anagrafe e la fortuna, che aiuta gli audaci, è dalla sua…

E non dimenticate di visitare anche:Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it. E il nuovo canale Youtube https://www.youtube.com/watch?v=MltATjzDhAs

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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