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Champagne che passione!

“Chaque année, une nouvelle symphonie”: gli Champagne di Eric Rodez

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Da Ambonnay (Montagne de Reims) un grande Pinot Nero 100%

Ho conosciuto Eric Rodez a Reims, domenica 23 aprile 2017, all’evento “Les Mains du Terroir” una associazione che riunisce 16 “vignerons du Terroir” e rappresenta tutte le diversità del territorio dello Champagne. Eric Rodez fa parte della  categoria dei Recoltant Manipulant, produttori di Champagne che coltivano le uve in aree Grand Cru, le vinificano e le spumantizzano nelle loro cantine.

Eric è molto affabile e trasmette subito la grande passione che mette nel suo lavoro. La famiglia Rodez coltiva la vite ad Ambonnay da tre secoli, ma è nel 1982 che Eric Rodez, dopo avere lavorato anche presso Krug, prende le redini del domaine famigliare, che comprende 6,12 ettari di vigneti, distribuiti in 36 parcelle, con un’età media di 30 anni e picchi di 70 anni per le viti più vecchie. La sua prima annata da vignaiolo (1984) fu particolarmente mediocre, ma l’ambizione di produrre “Grands Vins” lo portò a chiedere consiglio in altre regioni e in particolare in Alsazia. Da qui la sua scelta di procedere con un cambiamento nelle pratiche di fertilizzazione del suolo.

Dopo dieci anni trascorsi ad analizzare la terra dei suoi vigneti e a collaudare varie tecniche di coltura, si orienta alla coltivazione biologica e biodinamica, ottenendo la certificazione AB nel 2012 e Demeter nel 2015. Ancora nel 2012 la sua azienda diventa la prima azienda agricola francese ad essere certificata “High Environmental Value” (HVE). Dal 2014 è affiancato dal figlio Mickaël, nona generazione di una famiglia di Vignerons du Terroir.

Champagne Eric Rodez “Brut Pinot Noir Grand Cru Ambonnay 2004”, alc. 12%, questo Champagne, chiamato da Eric “Empreinte de Terroir”, vuole essere l’espressione di un uomo sul suo terroir, rispettando la vite perché al gioco del valzer delle stagioni si nutre solo di ciò che è necessario e dal suo fiore sgorga una vendemmia scolpita dalle sue origini, limitandosi a cercare di fare tutto il possibile per rispettare e preservare l’integrità del livello espressivo dell’annata. 

Pinot Nero (100%) nato nel territorio “Grand Cru” del villaggio di Ambonnay (Montagna di Reims), il cuore del Pinot Noir nello Champagne, prodotto con uve selezionate da 5 lieux-dits: les Fourchettes, les Beurres, la Sec, les Vaux, Saint Balles, les Bouités. Età media delle viti è di oltre 40 anni, altitudine 130 m.s.l.m., esposizione Sud/ Sudest, terreno calcareo-gessoso. Le uve sono coltivate biologicamente con tecniche di compostaggio naturale e preparazioni speciali di spray alle erbe seguendo il calendario astronomico.

Vinificazione: interamente in botti di rovere, nessuna fermentazione malolattica, affinamento 11 anni sui lieviti, nessuna stabilizzazione a freddo o filtrazione. Dosaggio molto basso (3 gr / l.), sboccatura: dicembre 2015. Numero bottiglie prodotte: 1.500.

Note gustative: Il colore è intenso oro brillante, con un perlage fine e persistente. Al naso una magnifica combinazione di frutti di bosco, fragole, mirtilli e ribes rosso, piacevoli note di spezie come il pepe bianco e la cannella, mentre aera escono aromi molto delicati di vaniglia, pesca matura, miele intrecciati con note di mandarino, nocciole, brioche tostata, mele cotte e scorza di limone candita.

Al sorso elegante e cremoso, oltre ai frutti rossi e alle spezie raffinate, note leggermente dolci di frutta secca, pere, pesche bianche molto ben integrate, estremamente complesse, buon equilibrio di potenza e finezza, con un retrogusto minerale e di miele intenso e lungo, finale complesso e con una finitura di nocciola. Millesimo da un eccellente anno di vendemmia in Champagne: “estasi dei sensi”.

Abbinamenti: costolette di agnello in crosta di nocciole, tiramisù di seppia, mascarpone e patata, uramaki con gamberi e avocado,  sashimi, caviale aromatizzato al lime o foie gras, vitello tonnato alla maniera antica, aragosta alla Thermidor, formaggi a pasta molle (Brie de Coulommiers, Brillan Savarin, Langres, Camembert, Reblochon).

Sottofondo musicale: Johann Strauss – Marcia di Radetzky

Giacomo Busulini

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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