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Champagne che passione!

Champagne Brut “Reflet d’Antan “Bérêche et Fils

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Bérêche et fils: un ritorno al passato con occhio attento alle tecniche moderne.

Grande esperto di Champagne e amico di molti vignerons anche della nouvelle vague Giacomo Busulini oggi ci presenta una cuvée di una Maison fondata nel 1847 nella Montagne de Reims, Bérêche et fils. Buona lettura!

Bérêche et Fils è una maison storica dello Champagne situata nel cuore delle Montagne de Reims, a Ludes. La Maison è stata fondata nel 1847 da Lèon e Albert ed è guidata oggi dalla quinta generazione della famiglia Bérêche, rappresentata dai giovani fratelli Raphael e Vincent che, assieme a 10 fedeli collaboratori, portano avanti una lunga tradizione fatta di passione, sacrifici e duro lavoro.

Dal 2004 con l’ingresso di Raphael nello staff la lavorazione in vigna è radicalmente cambiata, su una superficie totale di 7 ettari, impianti di età superiore ai 30 anni, suolo magro, molto calcareo, gesso affiorante, sono stati banditi i trattamenti sistemici e gli erbicidi, passando alla coltivazione biodinamica nel pieno rispetto della natura e dei suoi frutti.

In cantina si cerca di lavorare nella maniera più tradizionale possibile, evitando le filtrazioni e favorendo le fermentazioni lente e spontanee, utilizzando botti di rovere in fase di vinificazione e prediligendo lunghe soste sur lies. Un altro elemento che ha contribuito al cambiamento dello stile sono i tiraggi effettuati con tappi di sughero, al fine di far maturare le Cuvée in ossidazione controllata.

Champagne Brut “Reflet d’Antan“ Bérêche et Fils, 12% alcol, composto per il 30% da vini di riserva e il restante 70% da un blend della vendemmia 2013 di: Chardonnay (30%), Pinot nero (35%)  e Pinot Meunier (35%). Terroir: superficie 0.60 ha di piccole particelle di Pinot nero e Chardonnay della Montagne de Reims – villaggi di Le Craon de Ludes 1er Cru, Trépail e Ormes, Pinot Meunier e Chardonnay della Valle della Marna rive gauche – villaggio di Mareuil-le-port (Les Mizis, Maisoncelle, La Cote aux Chataigniers).

Vinificazione: prima fermentazione con lieviti indigeni delle tre uve della vendemmia 2013, successivamente vengono  assemblate con il  30% di vino di riserva, da un sistema Solera  iniziato nel 1985, il tutto  in demi-muids di rovere da 600 litri. Seconda fermentazione dopo l’imbottigliamento con tappi di sughero naturale per la presa di spuma, affinamento sui lieviti per 41 mesi in cantina sur lattes.

Ogni anno dopo l’imbottigliamento, ogni botte è riempita per 1/3 dalla nuova annata. Nessuna filtrazione, dosaggio 6 grammi litro, dopo la sboccatura del dicembre 2017 ha riposato altri 18 mesi in vetro. Produzione: n. 3.600 bottiglie + n. 250 magnum.

Note gustative: colore dorato, perlage fine, naso molto complesso di cera, miele, spezie dolci, brioche con note minerali e frutta secca (nocciole, mandorle, noci), sentori agrumati di limone maturo, lime, mandarino, mela dorata e pera, frutti di bosco nel finale. Al palato è succoso e minerale, molto cesellato, pienezza, sapidità e slancio, note salate di conchiglia, concentrazione aromatica, deliziose mele dorate, crostata di pere Tatin, cremosa con un lungo finale al caramello. Un equilibrio raro fra cremosità e freschezza.

Abbinamenti:vongole e capesante al forno, terrina di anatra e foie gras, padellata di pollo e coniglio in umido, costolette d’agnello farcite di foie gras e tartufo nero in crosta di mandorle, polpa di granchio reale con mandarino, coriandolo, menta e peperoncino, tartare di salmone selvaggio affumicato al melograno, aragosta in salsa di funghi champignons.

Musica di sottofondo: “Learning to fly” – Pink Floyd – Album “a momentary lapse of reason”.

E non dimenticate di visitare anche:

Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it. E il nuovo canale Youtube https://www.youtube.com/watch?v=MltATjzDhAs

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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