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Champagne che passione!

Champagne Brut Cuvée ‘Sainte Anne’ Chartogne Taillet

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir, Meunier
  • Giudizio: 4.5
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Uno di quegli Champagne che fanno…gli Champagne, li stappi e à la santé!

Io non mi stanco di ripetervelo, guardate che per bere un Signor Champagne non bisogna per forza svenarsi, fare un mutuo, andare a svaligiare una banca (una volta uno entrava mascherato e urlava: questa è una rapina ed era fatta. Oggi, tutti bardati di mascherina, se uno prova a farlo gli ridono in faccia…).

Invece di spendere 35-38 euro per bollicine di quella zona spumantistica bresciana che non ricordo mai come si chiami, oppure qualche decina in più per qualche presuntuosetto Trento Doc, io vi propongo di spenderne 36 o 36,50 (prezzi di meritorie enoteche online francesi) per uno Champagne che a quelle bollicine italiche, volonterose, ma tra Reims ed Epernay altri terroir, altra musica, altro savoir faire, fa pelo e contropelo.

Selezionato e importato da quel mago di Bepi Mongiardino, alias Moon Import, l’uomo che negli anni Ottanta ci ha fatto conoscere Philipponnat (lo Champagne dell’Avvocato per antonomasia), questo Brut Cuvée ‘Sainte Anne’ della Maison Chartogne Taillet che mi sono stappato due sere fa, per gratificarmi e coccolarmi e mantenere la media, che cerco di rispettare, di due-tre Champagne alla settimana, mi è piaciuto tantissimo. Senza sé ne ma. Uno di quegli Champagne che fanno…gli Champagne, li stappi e il prezioso liquido con le bollicine scivola leggiadramente, setosamente, magicamente, dal bicchiere alla bocca. E ti entra nel cuore e lo riscalda e ti fa sognare, Don Chisciotte romanticone che non sei altro…

La storia di questa Maison, di cui Moon Import distribuisce anche altre cuvées più ambiziose è detta in breve: “Fiacre Taillet, vignaiolo a Merfy nel 1485, lascia dopo di lui numerose generazioni di vignaioli a Merfy. Un secondo Fiacre Taillet, nato nel 1700, vignaiolo esperto, scrive le sue memorie presentando la sua vita e il suo lavoro oltre che descrivere gli avvenimenti economici, politici e culturali dell’inizio del XVIII secolo. Laurent e Antoine Taillet proseguono il registro del loro avo che si trasmette di padre in figlio. Ancora oggi, il registro viene tenuto da Alexandre Chartogne-Taillet che dal 2006 continua questo lavoro di passione per condividere i vini delle vigne di Merfy”.

Questa cuvée Sainte Anne si può definire come una visione sensoriale del village, perché raggruppa tutti i tipi di suolo presenti a Merfy ed è un assemblaggio dei tre vitigni champenois, provenienti da diverse parcelles situate a nord dei villaggi di Merfy e Saint Thierry, su suoli ricchi di sabbia e argilla e su vigne di almeno 25 anni di età. Una cuvée la cui vinificazione si svolge in acciaio inox con lieviti indigeni, in questa edizione composta da Chardonnay 50%, Pinot noir e Pinot Meunier 50%, uve della vendemmia 2016 al 60% più vins de réserve, una sosta sui lieviti di circa 4 anni, dosaggio 5 grammi litro sboccatura 2020.

Che buono perdiana! Colore paglierino oro intenso e brillante, perlage finissimo e vivace, naso molto deciso, secco, incisivo, intensamente pietroso e minerale, ben teso diritto e nervoso, con aromi di fiori bianchi, sale e una leggera nota affumicata.

In bocca ti dà subito grande soddisfazione, largo, pieno, strutturato, ampio, ha una bella dolcezza espressiva, un gusto succoso che richiama la frutta gialla (pesca e susina) e miele, con grande equilibrio armonia e piacevolezza e un retrogusto che ricorda meringa e miele pur mantenendosi fresco e sapido.

Nemmeno 40 euro: cosa volete di più? Allons-y, running wild!

E non dimenticate di visitare anche:

Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it. E il nuovo canale Youtube https://www.youtube.com/watch?v=MltATjzDhAs

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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