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Champagne che passione!

Champagne Blanc de Blancs 2013 Pol Roger

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Chardonnay
  • Giudizio: 5
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Dalla Maison prediletta da Winston Churchill una cuvée d’ineffabile eleganza

Ho già celebrato, di recente, lo splendore dello Champagne Extra Brut Pure di una maison leggendaria come Pol Roger e in attesa che Super Mario Draghi dimostri di essere veramente uno statista, un politico, e non solo un abile economista paracadutato da Bruxelles e dall’onnipotente finanza internazionale, stappo Champagne.

Oddio, mi basterebbe che Draghi fosse un Craxi, non pretendo mica che mostri il carisma, la personalità, il senso del politico, la capacità di avere una visione che animavano “mon” Général, Charles De Gaulle, o anche solo Valéry Giscard d’Estaing o François Mitterrand, il carattere e la tenacia di un Helmuth Kohl, le palle, anche se era una donna, una Lady di ferro, come la formidabile Margaret Thatcher. O, mi tocca dirlo, anche se mi è antipatica, di Angela Merkel.

A me piacerebbe che Draghi, che a differenza da me è sicuramente filo britannico, ci ricordasse in qualche modo, con il suo immancabile sigaro, la bombetta, le due dita a V in segno di vittoria, Winston Churchill, uno che carisma, coraggio, determinazione l’ha dimostrata in ogni modo, in primis sconfiggendo un folle baffetto tedesco…

E pensando a Churchill, e me l’ha fatto ricordare anche un impeccabile servizio dedicato a questa Maison apparso su Studio aperto magazine di Italia Uno, curato dalla mia amica Francesca Mortaro, sempre più sicura e professionale, bella è inutile dirlo, lo sanno tutti che lo è, ho rammemorato che lo era, come me e più di me, un appassionato di Champagne, mi sono stappato una cuvée della Maison prediletta da Churchill, situata al numero 44 dell’Avenue de Champagne nel comune di Epernay, un adresse che Churchill ebbe a definire come “il più delizioso e bevibile indirizzo al mondo”.

E’ proprio la mitica Maison Pol Roger ad essere situata al numero 44 dell’Avenue de Champagne nel comune francese di Epernay, nata nel lontano 1849, una Maison che deve il nome al suo omonimo fondatore, rampollo di una celebre famiglia di notai e la cui formidabile storia, densa di successi, potete leggere qui.

Pol Roger è rimasta una delle pochissime maison ancora guidate dalla famiglia d’origine, che continua a perseguire fermamente quelli che sin dal principio sono stati i capi saldi che hanno costituito la filosofia aziendale: selezionare e vinificare solo le migliori uve di Chardonnay, Pinot noir e Meunier, al fine di ottenere vini, e poi cuvées, che siano in grado di celebrare la massima eccellenza.
È in questa maniera che da oltre un secolo e mezzo la Maison elabora e distribuisce un’eccellente e varia gamma di Champagne, che sono stati esaltati nel tempo da personaggi illustri, come appunto Winston Churchill, al quale la stessa Pol Roger ha dedicato una prestigiosa cuvée, prima chiamata White Foil mentre oggi meglio conosciuta come Cuvée Winston Churchill.

In Italia Pol Roger è distribuita da una società fiorentina fondata nel 1997 a Firenze per iniziativa di Giancarlo Notari e che oggi ha due soci, la Famiglia Notari, ovvero Saverio, e la Marchesi Antinori S.p.a. che sin dal principio ha creduto nel progetto e ne ha permesso lo start up iniziale. Parlo della Compagnia del vino, del marchese Ludovico Antinori, che importa e distribuisce anche la maison alsaziana Hugel, la neozelandese Mount Nelson, un’altra Maison de Champagne come Marniquet, l’ungherese Baron de Bornemisza.

Con la Pol Roger, 90 ettari di vigneti, 7 chilometri di locali a 33 metri di profondità scavati nella craie, una temperatura media in cantina di 9,5°C (la più bassa nel territorio) e ben 4 rémueurs autorizzati nella squadra di produzione che lavorano su bottiglie ottenute da uve di Pinot Noir, Chardonnay e Meunier che provengono da 30 differenti cru situati tra la Montagne de Reims, la Vallée de la Marne e la Côte de Blancs, Compagnia del vino lavora da diversi anni con ottimi risultati.

Di Pol Roger ho scelto oggi il Blanc de Blancs millesimato 2013, espressione di Chardonnay selezionati tra i grands cru della Côte des Blancs : Oiry, Chouilly, Cramant, Avize, Oger e Le Mesnil-sur-Oger. Remuage di ogni bottiglia a mano, malolattica svolta e affinamento che si protrae per sette anni sui lieviti.

Io questo Champagne ho avuto il piacere di condividerlo, in un luogo che non vi dirò, ma non eravamo soli e lei è più giovane e più simpatica (beh, per questo ci vuole pochissimo) di mia figlia (a proposito: se qualcuno ne ha notizia mi fa un fischio?), con la dolcissima Viorica Bianca Manara, addetta comunicazione via social di un noto ristorante di Bergamo dove vado spesso, e persona davvero deliziosa (mannaggia non poteva capitarmi una figlia così?) ed entrambi, che pur amiamo Champagne più severi, diritti, nervosi, con un dosaggio degli zuccheri decisamente minore, abbiamo convenuto di trovarci di fronte ad una di quelle bottiglie che mostrano tutta l’unicità dei grandi Champagne: li bevi e li continueresti a bere. Sempre più ammirati dal loro equilibrio, dal loro charme naturale, dalla perfetta armonia di ogni componente.

Quel che più ha colpito e soggiogato in questo Blanc de Blancs 2013 è una peculiarità che avevo pensato di sintetizzare in un neologismo, ovvero “sfericità”, ma dopo essermi dotato del Dictionnnaire de la Langue du vin de Martine Coutier che una persona straordinaria che sa di vino (e da cui sto cercando di imparare tanto) come Valérie Humbert aveva citato nel suo bellissimo articolo d’esordio su Vino al vino, un capolavoro, ho scoperto che questa cuvée non era solamente soyeuse e dotata di una perfetta souplesse, ma che potevo benissimo definirla “sphérique”, aggettivo che “qualifica un vino che procura una sensazione di rotondità e volume in bocca”. Quindi non mi sono inventato nessun neologismo, ho solo utilizzato una metafora spaziale.

Colore paglierino oro, una mousse fine ed elegante e vivace nel calice di Sophienwald, un bouquet finisssimo che si rivela e si disvela progressivamente come in uno strip tease tra il timido ed il casto, fatto per scherzo, senza malizia, sorridendo.

Dapprima note di fiori bianchi, poi via via sfumature che richiamano sempre più mandorla e confetto, accenni di meringa un tocco di miele d’acacia per lasciare poi posto ad una trionfale celebrazione sapida e minerale della craye.

In bocca è un trionfo, largo, grasso il giusto, ampio, carezzevole, di sfericità e di armonia senza spigoli, gusto pieno e delicato, un dosaggio degli zuccheri che avverti essere importante, giurerei non meno di 8 grammi, ma che è perfettamente bilanciato, rotondità, dolcezza espressiva, piacevolezza e charme assoluti.

Ricordandomi, come mi ha detto una giovane amica, l’affascinante giovane nobildonna russa Viktorija Blazevic, appassionata di Barolo come me, che come viene detto da Anatoly Papanov nel film Il braccio di diamante (The Diamond Arm) “Шампанское по утрам пьют или аристократы, или дегенераты!“ (ovvero, per chi non sapesse il russo “Lo champagne al mattino lo bevono gli aristocratici o i degenerati”: io appartengo alla seconda categoria, Viktorija alla prima) mi sa che seguirò l’indicazione di Papanov e un’altro Champagne Pol Roger me lo stapperò già domani di primo mattino, al posto del thé o del caffè che bevo di solito. C’est plus facile, c’est mieux, ça donne de la joje…

Attenzione!: Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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