Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Degustazioni

Metodo classico Pas Dosé riserva 2013 Fattoria Montellori

Pubblicato

il

  • Denominazione: Vsq
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Chardonnay
  • Giudizio: 5
1

Lo dico e lo ripeto: uno dei migliori metodo classico italiani mai prodotti

E chi lo dice che non serve a niente invecchiare? Serve eccome, e non solo a dar lavoro a geriatri, specialisti in malattie reumatiche, dentisti, badanti, assicuratori che ti offrono miracolose polizze vita come se tu dovessi campare altri cent’anni e, ehm ehm pure agli andrologi, ma anche, se scrivi da una vita come nel mio caso, ti fa dotare di un ampio archivio di articoli ai quali puoi ricorrere in ogni evenienza.

Nel mio caso è un archivio di 15 anni per Vino al vino e di dieci per questo blog, che se poi dovessi aggiungere anche gli articoli del mio primo sito Internet, Wine Report, ora work in progress, ma i cui testi conto di recuperare, andiamo indietro di cinque lustri. Epoca in cui tutti i vari wine influencers che oggi imperversano o giocavano ancora con bambole e soldatini, oppure l’unico succo di frutta che conoscevano non era certo d’uva, ma di albicocca o pesca…

E così ieri, volendo scrivere di un metodo classico che, tenetevi forte, io sono pronto a metterci la faccia, considero tra i migliori metodo classico italiani tout court, e che, tenetevi ancora più forte, non nasce nella zona spumantistica bresciana, nell’area del Trento Doc, in Alta Langa, Oltrepò Pavese, sull’Etna, bensì nella più rossa, in tutti i sensi (ahimè) regione d’Italia, la Toscana di Dante, Cecco Angiolieri, Giovanni Papini, ma ahinoi, anche di tale Renzi Matteo da Rignano e del guitto Benigni, e in quell’angolo di Toscana che è Fucecchio, in provincia di Firenze, ho pensato bene, proprio perché i miei articoli degli evergreen, di ricorrere all’archivio.

Dunque per tutti i dettagli su questa Fattoria Montellori, un posto, a vedere il sito Internet, da urlo, dotata di un giardino bellissimo che esiste da quasi 120 anni, e continua ad essere fedele alla forma originale: le aiole, i disegni, è tutto come da documentazione storica, un giardino antico di ispirazione vittoriana e databile intorno alla fine dell’Ottocento, vi rimando a due miei precedenti articoli. Uno del luglio 2013, e uno del gennaio 2014 dove parlavo del Brut 2004 e del Pas Dosé 2009 di questa sorprendente azienda posta nel borgo del Valdarno inferiore, noto, più che per la produzione vinicola, come paese natio del principe dei giornalisti italiani, ed il mio maestro, Indro Montanelli, maestro di scrittura, di libertà, di indipendenza. E per qualche anno, un mio personale fiore all’occhiello di cui sono orgogliosissimo, mio direttore, perché al suo Giornale, quello vero, della terza pagina e delle pagine dei libri io, in un’altra vita, fui collaboratore…

Oggi la produzione della Fattoria Montellori è più vasta rispetti ad anni fa, (posso dirlo? anche troppo vasta…) e comprende due Vin Santo base Trebbiano, un Rosato a base di Sangiovese, Syrah e Cabernet, un bianco denominato Mandorlo, composto da Chardonnay Sauvignon e Viognier, un Chianti da Sangiovese in purezza e un Chianti Superiore Sangiovese con 10% Syrah, un Igt Toscana Sangiovese in purezza, il Dicatum e due rossi che magari saranno anche buonissimi ma francamente non mi attirano “filosoficamente” più tanto, il Moro, Sangiovese Cabernet e Merlot e il Salamartano, ovvero un uvaggio bordolese.

Va veniamo ai gioielli prodotti dalla famiglia Nieri, prima Giuseppe, ora il figlio Alessandro, i metodo classico. Come scrivevo illo tempore e ora ripeto, se ci si mettono, questi “maledetti toscani”, per dirla con il titolo del celeberrimo libro del pratese Curzio Malaparte, riescono a far bbone anche le “bollicine” stile “méthode champenoise”.

Ripropongo quello che mi diceva quando assaggiai per la prima volta i suoi “spumanti” Alessandro Nieri, consapevole che documentazioni storiche attestavano che la collina di Montellori era nota fin dal 1200 per essere stata coltivata con vigne ed olivi, come si evince dal testamento del suo antico proprietario, un tale Rabito della famiglia Liena proveniente dalla Lucchesia, però il maggior impulso allo sviluppo di Montellori, tuttavia, si verificò sotto la guida di Giuseppe Nieri (1929-1998) che aumentò l’estensione delle vigne sino al livello attuale di 55 ettari e continuò anche il rinnovamento della dotazione di cantina introducendo tini di acciaio inox con controllo della temperatura.

Nieri, che conduce l’azienda dal 1998, mi disse: “per quanto riguarda lo spumante la storia è questa. Mio padre era un grande appassionato di vini bianchi e di Champagne in particolare. Iniziò con i primi esperimenti utilizzando le uve di una piccola vigna di Chardonnay che avevamo sulle colline di Cerreto Guidi. I risultati furono incoraggianti ma ben presto si accorse che le caratteristiche climatiche del luogo non permettevano di ottenere un vino base con l’elevata acidità necessaria per ottenere uno champenois dalla vita lunga e con quella mineralità che contraddistingue le migliori bottiglie.

Si mise allora in cerca di un territorio che poteva servire allo scopo e lo trovò nel Montalbano. In cima al Montalbano a circa 500 metri di altezza, con un terreno ricco di arenaria e pietre si poteva ottenere quello che cercava. Agli inizi degli anni ’80 fu fatto lo scasso ed impiantato un vigneto di poco più di un ettaro con circa 10.000 piante di Chardonnay di vari cloni usati nello Champagne. L’impianto fu fatto a mezza pergola trentina in modo che l’uva maturasse all’ombra.

Tutto questo ci permette oggi di ottenere un vino base, che nella primavera successiva alla vendemmia viene spumantizzato, con quelle caratteristiche di elevatissima acidità che sono sgradevoli in un vino da consumare giovane ma che sono l’ideale per un metodo classico. Il Montellori metodo classico pas dosè, cioè senza aggiunta di alcuna liqueur, è quindi un cru in quanto nasce da un unico vigneto; è millesimato in quanto l’annata di produzione delle uve è sempre riportata in etichetta e rimane sui lieviti per 36/40 mesi e più. È buono anche giovane ma con l’invecchiamento raggiunge quelle caratteristiche di complessità e lunghezza che lo rendono unico nel panorama enologico toscano”. E italiano aggiungo io.

E proprio dall’area più in altezza, dalle “colline di Leonardo”, da un terreno sciolto ricco di silice e calcare, caratteristica che garantisce ottima freschezza e mineralità al vino, proviene lo Chardonnay base di questi sorprendenti metodo classico.

Ieri, incerto se aprire questa bollicina tosca oppure lo Champagne Brut Nature 2011 di Louis Roederer, mi sono stappato il Pas Dosé riserva 2013, 60 mesi sui lieviti, dégorgement del gennaio 2019 (quindi due anni orsono), non mi sono pentito della scelta e subito è partito un urlo: habemus Champagne, pardon, habemus, lo scrivo e lo ripeto, uno dei migliori metodo classico che mi sia capitato di bere in quasi 40 anni di esperienza da degustatore e bevitore di bollicine nobili. Il Prosechin, com’è noto, lo lascio ai poveri di gusto e di spirito.

Innanzitutto il colore, un paglierino oro di un’intensità e di una lucentezza, di un’intensità da technicolor, perlage finissimo nel bicchiere, ieri avevo tradito il calice di Luca Bini optando per quello leggero come una nuvola di Sophienwald, e un naso di stupefacente ricchezza, precisione, densità, compattezza e finezza.

Una tavolozza variopinta dove le note di frutta gialla (pesca) e poi di ananas s’intrecciano a sfumature floreali che richiamano la ginestra e poi miele d’acacia, cioccolato bianco, mandorla, cedro e limone di Sorrento, un tocco di meringa e soprattutto tanto sale e tanta pietra, delle note champagnose quasi di craie.

Attacco in bocca imperioso, virile, deciso, ma subito questo Pas Dosé si distende cremoso, ampio, carezzevole, largo e suadente, pieno, quasi sphérique, con assoluta ricchezza di sapore, dinamismo, coda lunga e persistenza lunga. Insomma ‘nu babà con un solo, clamoroso, difetto che potete capire subito guardando la retroetichetta che recita: 520 bottiglie prodotte, e la mia era la numero 251.

Ne ho ancora una chez moi, la numero 263: riposa in cantina, insieme ad altre bottiglie che formano una sua personale réserve, en attendant qu’une merveilleuse Dame decida di berla insieme a me… Sognare non costa nulla, no?

 

Fattoria Montellori Via Pistoiese, 1 50054 Fucecchio (Fi) Tel. 0571 260641 e-mail info@fattoriamontellori.it sito Internet www.fattoriamontellori.it

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
1 Commento
Subscribe
Notificami
guest
1 Comment
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
Antonio
29/03/2021 09:01

Fantastico, appena mi lasciano tornare in italia ci andiamo insieme, magari sono interessati al mercato uk. E poi Fucecchio, mi ricorda Gianni Schicchi!

Seguimi su Facebook

SPAZIO PROMOZIONALE









I SUGGERIMENTI DI VINOCLIC


LEGGI IL MIO BLOG PERSONALE!

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy

1
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x