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Ziliani wanted a Treviso e dintorni. I proseccari mi dichiarano guerra…

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E un carneade trova il modo di farsi pubblicità…

Volete evitare di avere rogne? Non scrivete che una giovane donna è magra stinca altrimenti vi si scatenano contro erinni tardo(ne) femministe, ordine dei giornalisti, sindacaliste che sarebbe meglio si dedicassero a maglia e uncinetto, perditempo di ogni genere, non dite che lo sbarco di 600 migranti al giorno (con Salvini al governo che non dice e non fa niente e va perfettamente pappa e ciccia con la Lamorgese) è un’invasione e soprattutto evitate di parlar male di un vinello di serie B, uno spumantino che una volta era prodotto solo in una zona paesaggisticamente bellissima, la Marca Trevigiana attorno ai borghi di Conegliano e Valdobbiadene, ma da 11 anni a questa parte, varata la Doc, viene prodotto in tutto il Veneto e nel Friuli Venezia Giulia. Parlo del Prosecco.

Se ti azzardi a farlo, come ho fatto tranquillamente e rifarei ancora oggi qui, apriti cielo, ci manca solo che il pomata, alias l’ex propagandista del Prosecco come lo chiamai quando era Ministro delle Politiche agricole, e ora Governatore (qualcuno in vena di battute è arrivato a definirlo potenziale leader del centro destra…) Luca Zaia, ti mandi i Ranger, un gruppo di veneti secessionisti, una truppa di proseccari e la biondina in gondoeta sotto casa e semo a posto.

Che quello che avevo dichiarato, ovvero “Ci tengo alla salute, non bevo Prosecco” fosse un paradosso, e che non mi fossi mai sognato di affermare, il che sarebbe diffamatorio e soprattutto demenziale, che bere Prosecco in ogni sua forma nuocerebbe alla salute, pensavo fosse chiaro all’universo mondo. Dimenticavo però che l’universo xe pieno de mona, magari di mona in cerca di pubblicità gratuita, di mona che no ga niente de mejo da fare, e quindi uno di loro, un oscuro carneade della cui esistenza non avevo mai avuto notizia, si è inalberato ha preso carta e penna, ha scritto alla stampa locale, e, sfidando il senso del ridicolo, ovvero di sé stesso, è arrivato a dire: “Il consorzio docg dovrebbe adire ad un’azione più incisiva contro chi scrive cose del genere”.

E ancora stamattina, el burlon, emulo del grandissimo Lino Toffolo, anche dopo la lettura di questo esemplare articolo di Luca Vecellio di Qdpnews, che con buon senso e intelligenza dopo avermi chiamato ieri ha messo le cose a posto, come del resto aveva fatto ieri Dissapore, mi ha scritto: “Non credo sarà sufficiente ad evitare un’azione legale di concerto da parte dei tre consorzi. Oggi la chiederò formalmente”.

Il tale, che non nomino perché non vedo motivo di fargli pubblicità e perché un amico produttore di Prosecco mi ha così spiegato il senso della sua uscita, “nasce dall’intervento di un produttore che ama mettersi un po’ in mostra, non nuovo a uscite finalizzate esclusivamente ad andare sulla stampa e portare un po’ di attenzione su di lui. Si tratta di pubblicità, a mio modesto avviso”, è riuscito ieri a catturare l’attenzione di Treviso Today, leggete qui, e, cosa più rilevante del quotidiano Il Gazzettino. L’articolo, come vedete, è riservato agli abbonati, ma il gentile collega che ne è autore, Pio Dal Cin, a mia richiesta me l’ha inviato e mi ha concesso una replica che apparirà domani.

Cosa ha scritto il Gazzettino? Esordisce così “Mi perdoni, ci tengo alla mia salute. Non bevo Prosecco, il mio palato lo rifiuta”. Questa è una delle frasi che hanno fatto infuriare ieri produttori delle Colline di Conegliano Valdobbiadene. La frase è contenuta in un post a firma di un giornalista assai polemico, un certo Franco Ziliani.

Il post del giornalista risale al 26 marzo e il titolo “Ammazza che malmostosi i proseccari! Non solo fanno vini mediocri ma se la tirano” già fa capire quale possa essere il clima della discussione. L’autore discute all’inizio sul fatto di aver trovato in offerta un prosecco millesimato a 3.99 Euro con uno sconto del 60% e mostra la foto della pubblicità, assieme ad altre offerte simili in varie catene alimentari chiedendosi “Ma se le vendite vanno a gonfie vele, perché calano le brache del 60%,? Sono dei mona, non sanno far di conto, sono dei burloni, o hanno le cantine piene?”

E ancora: Ziliani “continua in tono ampiamente polemico:”La Glera è un uvetta di serie b, e miracoli non si possono fare. E lo spettacolo dei prezzi sempre più bassi anche per i Docg é davanti agli occhi di tutti. Io non critico la vostra azienda, ma il Prosecco in genere”. E ancora – “Di proseccari Doc e peggio ancora Docg che calano le branche ce ne sono a iosa- Continua Ziliani postando foto di offerte pasquali a prezzi stracciati, citando le cantine.” Tutto il post sembra fatto per screditare la qualità delle uve usate per il prosecco in genere, senza distinzioni. Non si sono fatte attendere le reazioni” e Dal Cin riferisce di una in particolare, quella del tipo in cerca di popolarità “che ha risposto al giornalista blogger invitandolo a considerazioni più profonde:” Ho letto l’articolo del signor Ziliani, e anche il suo curriculum e vorrei replicare al fatto che dica che i proseccari oltre che a fare un vino mediocre sono anche presuntuosi e arroganti. Signor Franco- continua – Da un curriculum così mi aspettavo una considerazione più profonda, più dotata di intelletto.”

Il personaggino “fa poi l’esempio di una persona che recandosi al supermercato può scegliere tra prodotti diversi, dal pollo al branzino pagandoli prezzi più o meno alti a seconda della provenienza e della qualità. “Lei dice io ci tengo alla mia salute e non bevo prosecco, è un po’ come dire che perché ho acquistato un pollo o un branzino a prezzo stracciato, non mangio pollo o branzino perché fa male alla salute.

Il tessuto del Conegliano Valdobbiadene è fatto da centinaia di piccoli produttori che si prendono estrema cura di questa uva che lei definisce un’uvetta dalla quale non si può estrarre tanto. È vero è un’uva semplice, ma è proprio qui che sta la sua forza. La invito per questo a venirci a trovare, a scoprire le cantine “sconte” (nascoste) e a conoscere da vicino i piccoli produttori che vendemmiano queste uve con grande sacrificio e alla produzione dedicano anima e cuore. Non si può generalizzare su un argomento così delicato che coinvolge moltissimi produttori che da sempre cercano di migliorare un prodotto apprezzato in tutto il mondo Come lui sono contrario alle politiche di svendita, ma mi creda non è proprio tutto così”.

“Il curriculum del signor Ziliani è sicuramente degno di considerazione – Afferma un produttore che non vuole essere citato – Tuttavia non è la prima volta che si scaglia gratuitamente contro il prosecco in genere e le parole che sta usando ultimamente sono da considerarsi offensive e prive di fondamento. Uno non può permettersi di affermare che “il prosecco fa male alla salute”. Il consorzio docg dovrebbe adire ad un’azione più incisiva contro chi scrive cose del genere”.

Nulla da dire pertanto di fronte ad una vicenda tanto ridicola se non ripetere, ovviamente precisando anche per i mona che non mi sogno e non mi sono mai sognato di pensare e scrivere che bere Prosecco nuoccia alla salute, esclusivamente, forse, alla mia, a me che non riesco ad amare quella tipologia di spumante, alla quale, provinciale come sono, continuo a preferire lo Champagne, e non devo quindi di certo fare ammenda perché solo i mona potevano attribuirmi un pensiero tanto idiota. Saluto e ripeto: ammazza che malmostosi i proseccari! Non solo fanno vini mediocri ma come se la tirano poareti!

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Marco
Marco
31/03/2021 12:48

Bello, esaustivo e divertente di una graffiante ironia…

Marco Redaelli
31/03/2021 18:32

Ho letto l’articolo di Dissapore e trovo che sia fatto come si deve, giusta cronaca condita da qualche seria riflessione. Come spesso accade i tuoi toni “coloriti” portano la maggioranza delle persone a soffermarsi sulla forma e non sulla sostanza. Questo non gioca a tuo favore ma d’altronde Ziliani è questo: prendere o lasciare. Personalmente prendo perchè sotto la buccia di ogni articolo polemico che fai c’è sempre un “nocciolo” di grande verità, o quantomeno considerazioni che meritano di una riflessione più che approfondita

Marco Redaelli
31/03/2021 19:52
Reply to  Franco Ziliani

Caro Franco se nasci tondo non muori quadrato, ma va bene così. Alla fine le persone intelligenti guardano il nocciolo, quelle superficiali (che di solito sono anche stupide) di fermano alla buccia 🙂

Manuel
Manuel
31/03/2021 20:11
Reply to  Marco Redaelli

Mi unisco(se posso) alle parole di Marco che condivido pienamente,poi visto che su questo sito si parla di champagne,perché non proporci una bella bottiglia per Pasqua domani Franco?????eh si,anch’io non bevo prosecco!

Stefano Bazzoni
Stefano Bazzoni
01/04/2021 13:09

Cari “ Proseccari” , tanta grazia è già che un esperto di spumanti come il Sig. Ziliani parli di quel vino, ma la cosa Fondamentale, per il giornalismo Enogastronomico , è la divulgazione onesta , anche se un po’ burbera nella forma,, di quello che si pensa VERAMENTE! Conosco personalmente Franco Ziliani, insieme ad un amico ho una piccola società di importazione di champagne, ebbene, vi posso assicurare che quando gli sottoponiamo una cuvee che non è di suo gradimento lo dichiara senza nessuna remora, nonostante la stima e la simpatia reciproca. A Ziliani il Prosecco non piace davvero, e lo dichiara onestamente, vista la sua professione. Pensino a se stessi piuttosto tutti quegli ipocriti che sono pronti ad elogiare qualsiasi bollicina nostrana. Fatevene una ragione, lo champagne è fuori portata per i produttori italiani, per ovvi motivi! Saluti.

Raul
Raul
02/04/2021 21:30

Ho visto su “sei di Valdobbiadene se” la diatriba sul prosecco ed ho voluto approfondire. A parte il fatto che “tutti i gusti sono gusti disse il gatto che si leccava il c.. sopra una forma di formaggio”, pensavo che un professionista, quale ritiene di essere, avrebbe preso spunto dalla svendita del DOCG Valdobbiadene per fare una analisi approfondita, invece di innescare sterili polemiche. Ad esempio l’azienda produttrice in oggetto non è locata nel territorio del DOCG Valdobbiadene ed ho scoperto che non ha più nel listino questo vino. Quindi presumo la svendita sia riferita a vecchie scorte di magazzino. Credo , che da parte sua, siano doverose delle scuse alle aziende di Valdobbiadene ed a tutte quelle che producono prosecco DOCG in qualità. Per ultimo devo dire, per fortuna ci sono gli stranieri che non capiscono niente, ma gli piacciono i prodotti italiani.

Raul
Raul
03/04/2021 10:07
Reply to  Franco Ziliani

Non so quale sia la sua concezione di professionalità, sicuramente non quella definita nel vocabolario della lingua italiana. Il fatto è che quando uno non sa cosa rispondere, la butta in vacca, almeno così si dice dalle mie parti.

Luca
Luca
04/04/2021 14:50

Tranquillo, nessuno le ha dichiarato guerra, quella si fa per le cose importanti e i suoi articoli non lo sono.
Mi pare si siano limitati a rispondere, anche troppo cortesemente, ai suoi articoli che come spesso accade erano superficiali nell’analisi, inutili nella sostanza e infarciti di maleducazione ed arroganza gratuite.
in sintesi, se il suo ego immotivatamente ipertrofico la induce a scrivere sciocchezze, non si può lamentare se ogni tanto qualcuno decide di perdere un po’ di tempo e si prende la briga di risponderle.
Ps
non sono veneto, non produco, non commercializzo e raramente bevo prosecco

Giovanni
Giovanni
04/04/2021 20:07

L’unica bolla che beveva Soldera era un prosecco, casacostepiane,ziliani spero venga querelato, smettiamola di fare di tutta l’erba un fascio di sterco

Aristide Zaia
Aristide Zaia
30/04/2021 21:58

A mio avviso una bottiglia di Prosecco al giorno le farebbe bene , anche perché peggiorare è impossibile…

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