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Per la precisione...

Clamoroso: il vero Viagra di Rocco Siffredi si chiama Prosecco!

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Altro che Cialis o pastigliette azzurre, il nostro maître à penser si aiuta con…

Ieri è stato il mio giorno fortunato. Ho parlato al telefono con Elle, la femme de mes rêves  ben due volte, ho postato su You Tube il mio secondo video (e vedrete il terzo che sballo), il mio commercialista mi ha scritto “in base al nuovo Decreto Sostegni (D.L. 41/2021) lei ha diritto a ricevere un contributo a fondo perduto pari ad euro 1.000,00”, ho bevuto uno Champagne da mille e una notte di Roederer e finalmente ho coronato, dopo mesi, un sogno…

Cari maschi, ammettetelo che anche per voi Rocco, e non sto parlando del portavoce dell’ex premier pochettaro, il gieffino Casalino, bensì del virtuoso dell’hard rock, Rocco Antonio Tano da Ortona, classe 1964, più noto come Rocco Siffredi, è un mito, una leggenda, un modello.

Riconoscetelo, confessiamolo orsù, che vorremmo avere i suoi “poteri magici”, la sua cultura, il suo modo, molto diretto, esplicito, di rivolgersi ai cuori (e altro) delle donne… Lui non perde tempo a parlare, lui colpisce e affonda il colpo…

Bene, da tempo mi ero messo nella mia strana testa l’idea di parlare con Rocco, perché avevo letto da qualche parte che è appassionato di vini e volevo pertanto chiedergli cosa ne pensasse dei vini ottenuti da vitigni very strong come il Durello, la Passerina e il Pecorino…

Mi sono messo in caccia, ho provato più volte a contattare il suo ufficio stampa, ma nessuna risposta. Poi, eureka! Ecco l’ideona. Ho un’amica, che sento ogni tanto, con la quale anni fa ci si trovava per discutere di filosofia neo platonica, per guardare le stelle e sfogliare l’album di francobolli… Diciamo che era, all’epoca, oggi non so, una ragazza di…larghe vedute. La settimana scorsa, avevo ancora il suo cellulare, ho provato a chiamarla per chiederle come stesse. Bene, mi ha risposto al telefono, si ricordava benissimo di me (e delle discussioni epistemologiche fatte) e alla mia domanda so cosa facesse ora di bello mi ha raggelato: faccio la pornostar…

Come, le ho detto, stai scherzando? Beh, ricordavo che la ragazza si destreggiava molto bene con l’imperativo categorico kantiano e l’esistenzialismo, che aveva letto Heidegger e tutte le opere di Emanuele Severino, però non credevo che potesse abbracciare (è il caso di dirlo) questa nuova carriera (prima faceva l’hostess della compagnia di bandiera). Allora, preso atto di quanto mi diceva e afferrato il coraggio a due mani ho azzardato la domanda: ma allora tu conosci Rocco Siffredi?

Quando mi ha risposto, ovviamente, abbiamo girato diversi film molto “vivaci” insieme (dovresti vederli Franco, ti sarebbero utili di certo…) ho capito che forse lei potesse essere la chiave di volta per arrivare a Rocco. Il resto è andato come potete immaginare… Lei mi ha promesso di girare al nostro intellettuale di riferimento, al nostro maître à penser, la mia richiesta di poterlo intervistare e nel giro di pochi giorni Madamin (è piemontese) mi ha telefonato per dirmi: Rocco è molto divertito all’idea di parlare di Durello con te e mi ha pregato di riferirti che ti legge, che apprezza il tuo modo franco e diretto di scrivere di vino e che non appena avrà un attimo di tempo, perché sta girando un film, un remake di un capolavoro di Luchino Visconti, il film non si chiamerà più Rocco e i suoi fratelli, ma…Rocco e il suo “fratello”, ti chiamerà.

Io che sono come San Tommaso e non ci credo finché non ci metto il naso ho pensato che la mia amica volesse scherzare, che fosse una simpatica presa per il …, finche tre giorni fa suona il telefono, numero sconosciuto, io ho risposto e alla domanda “chi parla?” la risposta che non mi sarei mai aspettato, “ciao Franco, sono Rocco”…

Ho subito pensato di essere su Scherzi a parte, ad uno scherzo, ma la voce, profonda, inconfondibile, molto virile, che ricordavo avendo visto in TV un paio di interviste al moderno Rodolfo Valentino, era proprio la sua…

E così, chiacchierando al telefono, ho scoperto, ma lo sapevo già, che Rocco non è solo un virtuoso del Kamasutra, un modello di riferimento nell’ars amandi, ma una persona spiritosa e colta, con una preparazione sul vino (bella forza, mi legge…) che non mi sarei immaginato…

Nei prossimi giorni pubblicherò l’integrale della conversazione con Rocco (beh alcune confidenze non le potrò riferire, altrimenti insorgono la Boldrini e le femminarde e mi mettono al rogo) quello che mi ha detto sulle sue preferenze in materia di vino, su quale sia la bottiglia che gli ha dato le maggiori, per dirla con Veronelli, “enoiche erezioni”, pardon, emozioni, ma per ora posso anticiparvi una rivelazione che per me ha avuto del sorprendente.

Quando gli ho chiesto un consiglio “tecnico”, “Rocco scusa, meglio Viagra o Cialis?”, lui si è messo a ridere come un matto e mi ha risposto con il suo inconfondibile accento abruzzese: “ma che c…o dici Franco? Altro che pastigliette azzurre, il mio vero “corroborante” naturale è un vino!”

Il tuo amato Montepulciano d’Abruzzo immagino, ho subito replicato, ma la risposta mi ha talmente sorpreso e divertito che a pensarci mi rotolo ancora dalle risate. “Amo il Montepulciano, ovvio – mi ha detto Rocco – ma prima di ogni prestazione, che sia sul set cinematografico o in privato, io non manco mai, dalla volta che anni fa mi è capitato di berne due bicchieri prima di una ripresa molto infuocata e impegnativa, con risultati sfolgoranti, di scolarmi almeno una mezza bottiglia di un vino che mi sembra tu ami particolarmente…”.

E bravo Rocco, barolista anche tu? “Hai toppato Franco, il mio Viagra + Cialis si chiama Prosecco. E mi raccomando bene che sia Prosecco Superiore, Conegliano Valbobbiadene Docg, perché ho provato anche con il Prosecco Doc e i risultati sono stati molto ma molto diversi, meno performanti”.

Also sprach Rocco Siffredi: e io coglione che non sono altro, che per anni ho snobbato Prosecco Docg preferendo Champagne, che pirla, che piciu che sono stato, quante performances spumeggianti, inebrianti, da perdere la testa, da fare testacoda, mi sono perso con questa mia provinciale predilezione per le bulles champenoises! Ma da oggi basta Champagne e vai con il Prosechin!

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Laura
Laura
01/04/2021 13:03

1000 euro da sto governo infame per coerenza dovrebbe rifiutarli

Marco Marino
Marco Marino
01/04/2021 19:26

Certo che comunque a Rocco avrebbe pure potuto chiedere come le stappa le bottiglie di Prosecco. Vabbè, confido nella versione integrale dell’intervista.

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