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Champagne che passione!

Brut Nature Blanc Philippe Starck 2012 Roederer

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Pinot noir, Meunier, Chardonnay
  • Giudizio: 5
1.1

Uno Champagne spaziale elaborato dal Leonardo da Vinci dei giorni nostri

Esiste una specie di Leonardo da Vinci dei giorni nostri che non dico sia un fenomeno assoluto come il toscano, ma che abbia conoscenze, capacità, possibilità di espressione multidisciplinari?

Ho pensato, e qualcuno non sarà d’accordo, a Vittorio Sgarbi, che è un fenomeno qualsiasi cosa faccia, o meglio ancora al mio amico Oscar Farinetti, imprenditore, scrittore, poeta, agitatore di idee, motivatore, ma forse la persona che, mutatis mutandis, ai tempi nostri credo si avvicini di più alla multiforme capacità di espressione del nostro Leonardo è un francese, ufficialmente architetto e designer, nato in quel di Paris il 18 gennaio 1949, che porta il nome, universalmente noto, di Philippe Starck.

Lui, in questa intervista che vi invito a vedervi (e se non capite il francese peggio per voi), o in altri video, preferisce definirsi un “explorateur” e difatti uno che ha disegnato, inventato, reinventato hotel, spremiagrumi, lampade, sedie, night club, fabbriche di birra, yacht, per citare solo alcune delle mille cose che Starck ha fatto nella sua lunga e fantastica vita, non si potrebbe definire in una maniera migliore che esploratore di linguaggi, forme, volumi, spazi, oggetti.

Starck però non si è fatto mancare un’altra esperienza, e da buon francese d’antan, quelli che come nelle avventure del commissario Maigret di Georges Simenon amavano bere un buon bicchiere (anzi due) di vino, frequentare réstaurants et bistrot e non farsi mancare una tirata di pipa e un bel Calvados, e ovviamente amavano lo Champagne, quando il management (geniale) di una delle più storiche Maison de Champagne, ovvero Roederer, fondata a Reims da Louis Roederer nel 1776, nello stesso anno in cui nascevano gli Stati Uniti d’America, maison che conta su 240 ettari di proprietà che comprendono esclusivamente Grands e Premiers Crus, per un totale di 410 appezzamenti e che segue da tempo i principi dell’agricoltura biodinamica, volendo elaborare una nuova cuvée hanno pensato bene di coinvolgerlo, ha detto subito ci sono!.

E non solo per disegnare l’etichetta, a mio avviso splendida, della bottiglia (moderna ma con un qualcosa di classico che mi affascina) perché Starck per accettare la collaborazione ha chiesto di essere coinvolto nella elaborazione della cuvée.

Roederer racconta così sul proprio sito Internet come è nata la collaborazione: “Brut Nature è una cuvée senza artifizi, concepita come uno scambio, plasmata da un’amicizia di lunga data. L’esternazione del pensiero libero scaturita da un incontro, quello tra la Maison Louis Roederer e il designer Philippe Starck.
Frédéric Rouzaud, Presidente e CEO di Champagne Louis Roederer, ha avuto l’intuizione, Philippe Starck ha sviluppato l’idea, lo Chef de Caves Jean-Baptiste Lécaillon le ha dato vita.

Dalle conversazioni astratte tra Frédéric Rouzaud, Jean-Baptiste Lécaillon e Philippe Starck sono nate idee precise che hanno guidato la creazione del Brut Nature: onesto, minimale, trasversale, moderno. Jean-Baptiste Lécaillon, Chef de Caves, ha convertito queste idee in materia, ha dato loro un’anima. “Nel 2006 ci è venuta l’idea di realizzare una cuvée fresca da terreni argillosi, in un anno ricco di sole”, spiega Jean-Baptiste Lécaillon.

Così è nato Brut Nature, un vino di terroir, di terra e di clima, l’illustrazione perfetta dell’alleanza tra l’Uomo e la Natura. Il dialogo tra questi tre uomini, iniziato oltre dieci anni fa con il primo opus, Brut Nature 2006, si è consolidato e protratto, portando a un secondo millesimo nel 2009 e ora a un terzo, il 2012”.

Io sei anni fa, in un pomeriggio – sera indimenticabili a Milano, ebbi il piacere immenso, come ho raccontato qui, di degustare (anzi, penso che in quella occasione, tra degustazione e cena in terrazza vista Duomo me ne calai almeno una bottiglia) il Brut Nature 2006 e soprattutto di conoscere e chiacchierare, lui fu cordiale, simpatico, disponibile, con Starck.

Lo confesso, ahimé, mi sono perso il 2009 ma non potevo perdermi la terza puntata del Brut Nature cuvée Starck, che si è tradotta nel millésime 2012 e, che dire, mi ha letteralmente conquistato. La Maison presenta così l’annata: “Oggi, con il lancio del millesimo 2012, la Maison Louis Roederer e Philippe Starck continuano questa avventura appassionante. Un millesimo ottenuto da un’annata ricca, che ha plasmato uve di grande forza e carattere, offrendo una sensibilità particolare e Pinot Noir ancora più vibranti e generosi, più intensi, che ci hanno portato a immaginare non una, ma due cuvée: una bianca e una rosé”.

 

Farò di tutto per provare anche il Rosé, visto che di questa tipologia sono un fan, intanto mi sono gustato, in momenti diversi, per vederne l’evoluzione e la tenuta, questo sensazionale Blanc, cuvée composta da Pinot noir per il 55%, Meunier per il 25% e Chardonnay 20%, di cui il 15% vinificati in legno, nessuna malolattica svolta, uve provenienti dai coteaux de Cumières, classificati Premier Cru, affinato sui lieviti cinque anni, vino che potete acquistare online a 64 euro, oppure un po’ di più, 75 euro, su Vinatis. Questa cuvée, come tutte quelle di Roederer, compreso il famoso Cristal, sono importate e distribuite in Italia da Sagna.

Perché mi è piaciuto, anzi, come non avrebbe potuto entusiasmarmi, visto che gli ho dedicato anche una delle mie degustazioni sul mio nuovo canale You Tube che metterò online a giorni?

Colore paglierino oro squillante, perlage finissimo nel bicchiere di Sophienwald che avevo scelto, un naso teso, salato, intensamente marino, direi persino ostricoso (avere davanti un 24-36 huitres d’Arcachon!) dalle note di nocciola, fiori bianchi, pesca gialla, un filo di albicocca, teso e setoso, ampio e suadente, perfettamente curviforme, sferico, non uno spigolo, cremoso e avvolgente puro esprit de finesse.

Al gusto grande pienezza e opulenza, persistenza lunga, uno sviluppo lineare, una capacità armoniosa e geniale di essere largo e profondo, succoso, intenso eppure fresco e croccante e di restare buono, inalterato, impeccabile anche a due giorni dalla sua apertura.

Un capolavoro chiamato Champagne, Maison Roederer, Jean-Baptiste Lécaillon, le chef de cave, ma anche alla magia, al tocco sapiente, alle intuizioni di quel genio dei tempi nostri chiamato Philippe Starck..

Attenzione!: Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Trentino al Sud
Trentino al Sud
05/04/2021 15:12

…è sempre e solo questione di soldi e di immagine.
Nomi al neon e un altro, quello che lei onestamente cita e ricorda – Jean-Baptiste Lécaillon -, che nessuno cita né in etichetta né nella retro.
Ecco il solito cocktail di famosità, di etichette futuristiche e di prezzi da sballo, in Francia come da noi.
Poi ci si domanda perché nascono nuove maison e tanti spumanti trento Doc, oltrepo’, ecc. ecc.
E’ perché si scopron le tombe delle cantine e risorgono i veri autori di tante cose buone, diventando alla fine anche loro mediocri come gli ex datori di lavoro.
Il fatturato non rende “grandi” serve solo a …resistere nel nuovo Millennio !
Con bollicine che salgono e scendono, ma non nel flute !

Giovanni
Giovanni
07/04/2021 13:24
Reply to  Franco Ziliani

Casacostepiane Uber alles

Damiano
Damiano
05/04/2021 22:00

Caro Trentino al Sud, Lei riesce a trovare una boccia con qualità/prezzo migliore di LR? Posso rispondere in Sua vece? NO. Posso essere smentito? Forse. Ma con argomentazioni plausibili eh…non con prese di posizione pseudosindacali.
Dai ragazzi su…poche pugnette
…non è solo questione di immagine… il livello e la qualità sono alti…non si può prendere posizioni capanilistiche trincerandosi dietro ad una non ben specificata originalità di settore. Se sei bravo a spallate emergi .. altrimenti testa bassa ora et labora.

Trentino al Sud
Trentino al Sud
06/04/2021 14:10
Reply to  Damiano

Spiego meglio : volevo affermare che il merito è dei maestri di cantina.
Sempre più ignoti. Poi come i calciatori cambiano.
I grandi marchi diventano famosi solo per questi minatori dell’Uva.
Il resto è solo marketing e facendone parte, dico che oggi è divenuto inutile look a prezzi alti.
Conosco LR e lo apprezzo ma non alla follia.
In compenso anche in champagne qualcosa diventa aceto, dopo la grappa (marc) – grande marketing delle vinacce e dell’aceto !
Tutto il mondo è una bolla, anzi —–bollicine.
https://www.ilbuongustaio.it/prodotto/aceto-di-champagne-reims-250-ml/
https://www.amazon.it/Louit-Fr%C3%A8res-Aceto-Reims-Bottiglia/dp/B079NZ9LK3

Damiano
Damiano
07/04/2021 15:13

Se comprendo bene il pensiero, Lei sostiene che il lavoro nelle retrovie per questi grandi marchi sui generis sia minoritario rispetto al marketing… corretto?
Ebbene, nel caso in specie (ma anche per tanti altri, ma non tutti) ritengo sia l’esatto opposto… quindi… tanto lavoro “sporco” ed anche un pò di marketing.
Che, beninteso, non è vietato e comunque fa parte del logico coronamento nel successo commerciale del marchio.
Quindi non solo il fare bene ma anche dirlo che lo si fa bene.
Poi il successo porta successo se gesito bene, quindi grandi bottiglie, grandi chef de cave, investimenti, marketing, ricerca, migliori conferitori, migliori parcelles, ecc… tutto fa.
Poi, ovviamente, ci sono le eccezioni dove il rapporto si ribalta… e magari arriva giusto l’aceto (mi mancava) oppure le bocce con stelline scintillanti che vedo prendere per il collo (orrore) quasi fossero dei capponi da brodo dalla “bella gente nei bei locali” da personaggi che non sanno nemmeno se l’uva è un frutto od un raggio abbronzante.

Manuel
Manuel
06/04/2021 20:19

Nel caso qualcuno volesse liberarsi di tutte lo bottiglie non bevute di louis roederer rose,starck o millesimato incautamente acquistate,mi propongo per lo smaltimento senza problemi…Per me roederer è assoluta ed indiscutibile qualità

Damiano
Damiano
07/04/2021 15:29
Reply to  Manuel

Mi associo alla proposta di Manuel, aggiungendo una nota di colore per (auto)convincermi della qualità LR: il giorno di Pasquetta (nel cortile, con un bel tramonto e rispettosi delle regole anticontagio) hanno subito l’amputazione del tappo nell’ordine: un Paladino di Revì, un Pas Dosè di Cavalleri (ahimè fuori uso in quanto boccia difettata), un Gosset Grand Millesimè 2012 ed un Brut Vintage 2013 di LR.
Fino al LR era tutto molto bello, ma con il LR è diventato tutto bellissimo ed anche il tramonto aveva una luce diversa.
Giusto sempre a proposito di marketing, molto molto bella l’immagine riportata sull’astuccio.
Ci siamo fatti una bella coccola con quella bottiglia, un piccolo regalo per esorcizzare la rogna di questo periodo funesto.

Manuel
Manuel
08/04/2021 07:25
Reply to  Damiano

Avrei voluto essere in quel cortile!!!tanta sana invidia Damiano,ma ben fatto!!Peccato per cavalleri che resta una delle mie poche realtà franciacortine di bevute

Damiano
Damiano
08/04/2021 10:17
Reply to  Manuel

Mi associo anche sul commiato per la boccia di Cavalleri (ma visto che l’apocalisse non dovrebbe essere il 27 Aprile, possiamo tranquillamente prenderne un’altra).
Sa che però dopo anni ed anni di pressochè indifferenza sulla Franciacorta (Cavalleri appunto unica eccezione) mi sono riavvicinato a certi liquidi giallognoli bresciani?
Mi sembra che per un periodo (fino a 3/4 anni fa forse) il filo conduttore di molti di questi vini fosse l’estrema rotondità, la bolla piccola e poco vivace, il satènatismo estremo, fiori fiori fiori ed ancora fiori aromatici… troppo melensi per i miei gusti.
Poi mi sono riavvicinato e devo dire che ho trovato qualche bella sorpresa anche a prezzi assolutamente corretti… mediamente meno ruffianeria e più nerbo.

Trentino al Sud
Trentino al Sud
09/04/2021 09:46

… ecco se ne va un tecnico ed arriva il marketing mngr !
Qui c’è il VALENTINI SPUMANTE BRUT TrentoDoc che non è champagne ma deve essere ugualmente venduto ……

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