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Champagne che passione!

Champagne Extra Brut Buttes des Chênes Mondet

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir, Meunier
  • Giudizio: 5
1

Una cuvée che abbina profondità, vinosità ben calibrata e freschezza

Allora bella gente, avete ascoltato i miei consigli, avete evitato di spendere male i vostri soldi comprando bollicine bresciane o, peggio ancora (che gli Dei ve ne scampino!) Prosecco in qualsiasi forma questa bevanda pop (che secondo l’AD di Santa Margherita, che in questa intervista a Michele Mezzanzanica de Il Giorno, ragiona pro domo sua, dovrebbe essere imitato e preso a modello, perché, dice, “Gli unici due vini italiani che hanno avuto un vero successo planetario sono il Pinot Grigio e il Prosecco, forse bisogna uscire da una certa autoreferenzialità e capire che il giudice ultimo è il consumatore”: a quando un elogio del Tavernello?) si presenti?

Avete fatto le formichine e avete messo da parte una cinquantina di euro necessari per regalarvi una bottiglia di bollicine (metodo classico, ça va sans dire) come Bacco comanda?

Se la risposta è sì, allora andate sul sito Internet Bollicine di Francia, l’enoteca on line creata lo scorso anno da Marco Maini e Stefano Bazzoni, e godetevi, perché è una goduria, ve lo assicuro, la nuova cuvée de Champagne creata da una piccola Maison di Cormoyeux, Mondet, di cui il duo importa pressoché tutta la gamma.

Il nuovo capolavoro, non ho esitazioni a definirlo così, di Madame Line Mondet (dei cui Champagne ho già scritto diverse volte) è l’Extra Brut Buttes des Chênes, non millesimato, ma con cinque anni di affinamento sui lieviti, una cuvée composta per il 50 % da Chardonnay, 25 % Pinot Noir, 25 % Meunier, uno “Champagne Parcellaire” unico.

Non temete, la presenza della parola Chênes in etichetta non vi faccia pensare di trovarvi di fronte ad uno Champagne Fût de Chêne, tipologia che ha i suoi estimatori che io rispetto, ma tra i quali, confesso i miei limiti, non mi colloco.

Le querce sono solo quelle di una collina sulla quale la Maison Mondet ha diversi vigneti, dove un tempo si trovava un bosco di querce. Vigneti piantati negli anni Settanta situati sul tracciato di un’antica via romana, che beneficiano dei raggi del sole dal mattino alla sera. Esposizione pieno sud che dà origine ad una cuvée particolarmente piena e importante, la migliore, a mio avviso, delle cuvées della Maison, come ho detto a Madame Mondet qualche sera fa chiamandola al telefono per farle i complimenti per l’ottimo risultato.

A proposito della Maison va ricordato (ma trovate tutto già raccontato nei miei precedenti articoli) che l’attività della Maison inizia nel lontano 1926 con Jules Mondet, che inizia la vinificazione su piccoli appezzamenti di vigneti, mentre oggi agiscono al domaine le due figlie e generi, Line e Laurent Beaupuits, Laurence e Frédéric Bernardin.

Gli undici ettari di vigna sono situati sui terroirs di Cormoyeux e Romery, a poca distanza da un luogo sacro come l’Abbaye Dom Perignon d’Hautvillers, e per una piccola parte a Passy Grigny. Vigne di età media di 30 anni, alcune arrivano a 60, con sottosuolo di craie che agisce come vero regolatore termico, perché cattura l’umidità e la restituisce quando le vigne ne abbisognano. Vigneti coltivati senza ricorso a sostanze chimiche che presento riceveranno la certification HVE, Haute Valeur Environnementale.

Di questo Extra Brut Buttes des Chênes vi posso inoltre dire che è il vino è espressione della vendemmia 2015, che il dosaggio degli zuccheri è di sei grammi e la liqueur viene elaborata con zucchero di canna e vins de réserve invecchiati due anni in legno, che la filtrazione è naturale senza collage.

Non concordo totalmente con Madame Mondet che lo definisce “Champagne d’apéritif”, io, data la sua struttura lo vedo piuttosto, oltre che abbinato a 12, anzi 24, huitres, perfetto su piatti a base di pesci strutturati come branzini, orate, dentici, e da gustare su carni bianche (per me sarebbe fantastico con un tonno di coniglio di quelli che mangio sempre, anzi divoro, in Langa), ma questo Buttes des Chênes mi è piaciuto proprio tanto. Senza sé né ma.

Colore paglierino oro, con una leggera “ramatura”, ricca presa di spuma cremoso e perlage fine e vivacissimo, naso fitto, ben secco, teso e nervoso, eppure ampio ricco, con note di frutta secca, nocciola in primis, piccoli frutti rossi, pesca noce, un tocco di agrumi e fiori bianchi, e soprattutto sale e pietra e una vena marina e “ostricosa”, a sviluppare un bouquet ampio e di bella complessità.

Bocca ampia e strutturata, larga, con spalla salda e lunga persistenza, uno Champagne che abbina mirabilmente profondità, vinosità ben calibrata e freschezza, con un bellissimo allungo e un nerbo acido incantevole.

Se vi fidate di me, cari lettori di Lemillebolleblog, una cuvée da non perdere.

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Luca
Luca
18/04/2021 22:20

Bei tempi quando si vantava di non scrivere dei vini prodotti o importati da persone che facevano pubblicità sui suoi siti. Ormai mi duole vedere che è divenuta la prassi. Peccato

Trentino al Sud
Trentino al Sud
19/04/2021 14:36
Reply to  Luca

Son quasi d’accordo ma il dr. Ziliani prima afferma, poi smentisce poi dimentica.
Peccato che accada sia qui sia sul Vino al Vino.
Un “paso doble” divenuto un romantico slow ?
So che mi piglierò un “capra”, se va bene .
Ma non temo tutto ciò —- da suo anziano, affezionato, onesto lettore.
E anche come ex ragazzo del Vinitaly, quando l’ammucchiata veronese era quasi una cosa seria …………. Francia inclusa.

Trentino al Sud
Trentino al Sud
19/04/2021 17:34
Reply to  Franco Ziliani

Anch’io non capisco perchè lei non capisce

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