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Champagne che passione!

Champagne Brut Blanc de Blancs 2014 Deutz

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Chardonnay
  • Giudizio: 5
0.9

Et Bacchus créa la finesse…

Viviamo tempi difficili, mala tempora currunt e sono giorni di scoramento dove valori come bellezza, armonia, equilibrio, eleganza sembrano essersi persi nella psicosi impazzita del Covid-19, nelle logiche allucinate del mascherinamento, dei lockdown o confinement, del coprifuoco e della sospensione delle libertà e della vita normale.

Abbiamo un bisogno disperato di ritrovare questi valori che hanno retto secoli di civiltà occidentale e se penso a possibili espressioni musicali che possano simbolizzare i giorni nostri non penso a Bach, ma mi vengono in mente le atmosfere corrusche, inquietanti, drammatiche, angosciose del Concerto per piano di Humiwo Hayasaka o del Quartetto per archi Mishima di Philip Glass.

E abbiamo assoluto bisogno pertanto, ognuno come riesce e come può, di coccolarci un po’, di regalarci qualcosa che calmi le nostre inquietudini, l’inverno del nostro scontento (the winter of our discontent per dirla con Shakespeare), la nostra irrequietezza e io, oltre che nella musica, classica, ça va sans dire, lo faccio spesso sorseggiando e godendomi un grande Champagne.

Nessun vino ormai, nemmeno il mio adorato Barolo, riesce a farmi entrare in quella dimensione di bellezza e di armonia, dove, per dirla con Baudelaire, tout n’est que luxe calme et volupté e le tensioni si quietano come riescono a fare le grandi, le somme, inimitabili bulles champenoises.

Sere fa, preso da una particolare forma di nausea da Primo maggio, con cialtroni politatuati blateranti sugli schermi televisivi, ho deciso di regalarmi l’emozione di un Brut Blanc de Blancs millesimato di una delle Maison che più ho nel cuore. Una Maison storica, fondata nel 1838 ad Ay da William Deutz e Pierre-Hubert Geldermann, che cesella – è il caso di dirlo, sono gioielli – Champagne ben diversi da quella tipologia che forse maggiormente più amo, gli Extra Brut, e che eccelle nell’arte del dosage.

Sto parlando della Maison Deutz, dove quel gran Signore del presidente Fabrice Rosset ed il suo straordinario chef de cave Michel Davesne hanno messo a punto uno stile unico ed inimitabile all’insegna della morbidezza e di una cremosità setosa uniche

Bere Deutz per una stagione ormai conclusa della mia vita (alles endet, per dirla con Richard Strauss) ha avuto un significato tutto speciale: è stato lo Champagne della passione, delle emozioni condivise, di un dialogo fitto che dalle bollicine andava fino ai massimi sistemi.

Oggi per me bere gli Champagne di questa Maison che, come annotavo lo scorso anno, ha superato quota due milioni di bottiglie prodotte, ma senza nessuna flessione qualitativa, sia nelle cuvée de prestige come l’Amour de Deutz o il William Deutz che nei sans année, ha, come dicevo, il senso di ritrovare una bellezza, un equilibrio, un esprit de finesse che per me rappresentano l’anima, la quintessenza di uno Champagne degno di questo nome. Ben poche Maison possono vantare una costanza qualitativa, una continuità, una capacità di riproporre ogni anno cuvée che fanno la gioia dei consumatori più esigenti del mondo intero come fa Deutz.

E poi per me gli Champagne di Deutz, e anche questo Brut Blanc de Blancs 2014 me l’ha confermato, hanno il potere di evocare un ideale di bellezza, quella delle donne francesi, che trovo, con tutto il rispetto per italiane, polacche, russe, spagnole, ecc, unico, un ideale che nel mio immaginario nasce, per ovvii motivi, qualche anno dopo che questo film mitico vide la luce (proprio come me, nello stesso anno), quando con Et Dieu… créa la femme Roger Vadim fece conoscere al mondo intero una delle Donne più sensazionali di sempre, Brigitte Bardot.

Un ideale che poi nella mia testa e nei miei canoni estetici, dove l’eleganza prevale sul sex appeal da sex bomb, si è confermato in tempi più recenti con altre due attrici francesi di ineffabile charme, Catherine Deneuve e Juliette Binoche. E con una pianista, nata ad Aix-en-Provence, davanti alle cui interpretazioni cado soggiogato in ginocchio, conquistato dalla sua bravura e dal suo fascino, Hélène Grimaud.

Poi ci sarebbe un’altra Femme française dallo charme unico e speciale, ma discrezione m’impone di non andare oltre…

Dunque tornando al nostro Blanc de Blancs 2014 va detto che è uno Chardonnay 100%, da vigne poste su sols crayeux sur les coteaux de la Côte des Blancs: 47% Avize, 30% Le Mesnil sur Oger, 17% Chouilly, 6% Villers-Marmery e che si affina cinque anni sui lieviti. Grands Crus: Avize e Le Mesnil-sud-Oger e di Premiers Crus Villers-Marmery.

Uno Champagne meraviglioso dal rapporto prezzo qualità super, visto che online lo pagherete da 62,50 a 69 euro (a seconda dei millésimes disponibili) e che mi ha entusiasmato in ogni suo aspetto.

Colore paglierino oro splendente, ampia presa di spuma e perlage finissimo, si propone subito con un bouquet delicato, sussurrato, quasi un pianissimo, giocato tra nocciola fresca, fiori bianchi, agrumi, un tocco di pasticceria che richiama la meringa, un filo di pesca bianca a costituire una trama di aerea impalpabile leggerezza, immateriale, sapido e sensuale.

Altrettanto delicato, una carezza, l’attacco in bocca, setosa e cremosa la consistenza, lieve, carezzevole, una trama merlettata lo sviluppo, lunga e ampia la persistenza, morbido l’incedere, quasi un arabesque, per una piacevolezza infinita, un’armonia celeste, una bellezza senza fine.

Parafrasando Vadim, et Bacchus créa la finesse

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Robert Dupont
Robert Dupont
05/05/2021 17:50

Mes compliments Monsieur Ziliani, j’ai découvert votre blog et je vous remercie pour ce que vous faites pour faire mieux connaître les grands vins de Champagne dans votre Pays

Florence Gérard
Florence Gérard
05/05/2021 17:52

Je suis d’accord avec vous, les Champagne de la Maison Deutz sont incontournables!
Chapeau

Renata Raimondi
Renata Raimondi
05/05/2021 17:54

articolo straordinario caro Ziliani, quando lei scrive di Champagne e ormai lo fa spessissimo, é particolarmente ispirato. E mi pare di capire, tra le righe, che le donne francesi le piacciano particolarmente, non solo sullo schermo o sul palcoscenico. Mi sbaglio?

Alberto
Alberto
07/05/2021 16:41

Sig. Ziliani, potendo scegliere, sarebbe preferibile adesso acquistare un 2011 o 2014?
Mi ha fatto salire la voglia di provarlo quanto prima!!
Grazie mille

giuseppe
giuseppe
07/05/2021 18:05

Caro Franco non smettero’ mai di ringraziarla per i vini che mi fa conoscere e a volte riesco a comperare ( oggi ho bevuto un buon Rose’ di Doria Montalto) e per farmi scoprire musiche affascinanti. Certo conosco Glass e ho qualcosa di suo ma il quartetto Mishima e’ una vera e propria folgorazione: grazie.
Giuseppe

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