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Champagne che passione!

Champagne Brut Nature Chloé Vincent Couche

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“Ecco la felicità della vita, Amore e Vino ugualmente dobbiamo aver vicino” “Aleksander Sergeevic Puskin

Grande esperto di Champagne, Giacomo Busulini oggi di fa conoscere il Brut Nature e soprattutto le complesse pratiche produttive in vigna e cantina di un vigneron champenois biologico e biodinamico certificato Demeter, Vincent Couche. Buona lettura

Ho avuto il piacere di conoscere Vincent Couche all’evento “Bulles Bio – Les Printemps de Champagne” (Reims) il 23 aprile 2017, rimanendo incantato dal suo Chloè, successivamente a Prowein il 17 marzo 2019 ho avuto il piacere di conoscere la Sua assistante Magali Garret e risvegliare la mia passione per questo Champagne: un joyau rare aux pieds duquel je suis finalement tombé

“Il richiamo della vigna mi scorre nelle vene. Il mio lavoro è un sacerdozio. Non ho nessuna intenzione di lavorare se non perseguendo l’eccellenza” Vincent Couche

È nel cuore della Côte des Bar, nell’Aube, vicino al villaggio di Buxeuil, che sorge il domaine di Vincent Couche di 15 ettari. Avendo ricevuto dalla madre la passione per la viticoltura, si forma a Beaune  e segue una formazione specialistica in enologia, per fare esperienza e allargare le sue conoscenze moltiplica gli stage in Svizzera e Germania prima di fondare la sua azienda nel 1996.
A partire dal 1998 Vincent, in seguito ad un incontro con due ingegneri agricoli, Claude Bourguignon e Pierre Masson, si converte alla viticoltura  biodinamica e ottiene nel 2008 la certificazione biologica e biodinamica attraverso il marchio Demeter.  “La base di tutta l’agricoltura inizia con suoli sani, fertili e viventi. La biodinamica cerca di rafforzare la vitalità e la resistenza delle piante migliorando gli scambi naturali tra il suolo e le radici da un lato, e tra il cielo e le foglie dall’altro, al fine di ottenere uve migliori e quindi migliori vini. L’obiettivo è offrire alle viti un ambiente equilibrato e armonioso al centro di un ecosistema globale in cui ogni elemento vive nell’osmosi.” Vincent Couche.

 In vigna sono utilizzati i seguenti prodotti:

  • Sterco di corno comunemente chiamato 500, ottenuto da sterco di vacca che viene introdotto nel corno di una mucca e poi sepolto durante il periodo invernale. Lo sterco subisce un processo di fermentazione e si trasforma in humus naturale. È progettato per spruzzare terreno e piante. Spruzzato su terreno nudo, lo sterco di corno favorisce la vita del suolo, la sua strutturazione e la radicazione delle piante.
  • Horn silica o 501, costituito da quarzo (silice cristallizzata) molto finemente polverizzato e interrato, durante il periodo estivo, nel corno di una mucca. Spruzzata sulle piante durante il periodo vegetativo, la silice del corno sfrutta meglio la luce solare. Aumenta così la resistenza alle malattie e la qualità alimentare delle piante.

Utilizza anche altri preparati, tra i quali:

  • Decotti di piante medicinali (valeriana, equiseto, ortica, vimini);
  • Argilla in polvere;
  • Aggiunta di compost.

Vincent adatta anche il suo lavoro al calendario lunare e solare. Segue il ritmo dei pianeti, a seconda delle loro influenze favorevoli, a seconda del lavoro da svolgere.  Durante il periodo della luna ascendente, la linfa sale è più forte e la pianta si riempie di linfa e forza nelle sue parti al di sopra del suolo.

Durante il periodo della luna calante, l’aumento della linfa nelle piante è ridotto. In questo momento, le piante attecchiscono bene e si legano rapidamente alla loro nuova posizione.

È possibile aumentare ulteriormente questi effetti favorevoli per le varie piante scegliendo i giorni corrispondenti all’organo della pianta che si vuole promuovere (radice, foglia, frutto, fiore).

I preparati biodinamici vengono irrorati sul terreno e sulle piante, secondo le stagioni, in determinati momenti della giornata, per rispettare i ritmi biologici, come il ritmo circadiano legato all’alternanza giorno / notte e che regola il riposo e la veglia.

L’impegno per promuovere la biodiversità è iniziato nella primavera 2015 con l’introduzione dei polli in vigna. Per Vincent la base della professione di vignaiolo è prima di tutto osservare la naturacomprenderla e poi adattarsi per ricreare la perfetta biodiversità. È stato sviluppato un pollaio mobile “domestico” per trasportare le galline da un appezzamento all’altro. Le galline hanno il vantaggio di poter razzolare ai piedi delle vigne. Portano microrganismi attraverso i loro escrementi e mangiano insetti e soprattutto nottuidi (insetti parassiti) che compaiono a marzo / aprile. Vincent ingrandisce regolarmente la mandria, ma è anche desideroso di preservare la primissima razza di gallina che aveva scelto, la razza Flèche (razza in via di estinzione) soprannominata “la gallina del diavolo”. 
Nel 2018 la tenuta ha acquisito 70 ettari di bosco biologico certificato, per promuovere questa biodiversità, fondamentale per lo sviluppo della vite. È del tutto naturale che Vincent abbia piantato alberi di mele nel cuore dei vigneti. L’agro-forestazione permette lo sviluppo della biodiversità nelle viti e permette alle viti di essere più resistenti grazie ai microrganismi presenti sugli alberi da frutto. Gli alberi nelle vigne consentono di ottenere una diversità di specie e habitat, favorevole agli insetti ausiliari delle colture e degli impollinatori. Inoltre, gli alberi hanno la capacità di assorbire CO2 e, durante la loro fase di crescita, di immagazzinare carbonio. Partecipano quindi alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.


Dopo le galline e l’impianto di meli in vigna, a fine 2019 sono state accolte cinque pecore che stanno contribuendo a far avanzare la ricerca sulla biodiversità all’interno della tenuta. Vincent ha optato per le pecore dello Shropshire. Questa razza robusta ha la particolarità di non mangiare la corteccia ma mangiare tutti gli altri tipi di erbe. Pertanto, il pascolo consente, tra le altre cose, una buona gestione dell’erba nelle vigne. 

Al fianco di Vincent c’è sua moglie Chloé, conosciuta durante la stagione del raccolto a Chablis, dove la sua famiglia era proprietaria di un piccolo vigneto, che detiene una doppia DEA (Dyplome d’études Approfondies) in Arti Visive e Storia dell’Arte. A Lei, che si occupa della comunicazione e di disegnare le etichette delle cuvée, si deve il merito di avere incoraggiato Vincent ad imbarcarsi nella certificazione biodinamica.

C’è poi Madame Magali Garrett, l’assistente di Vincent, che gestisce l’amministrazione, la segreteria e la parte commerciale. Accompagna Vincent alle fiere, condividendo con lui gli stessi valori di rispetto per la natura e di eco-responsabilità.

Champagne Vincent Couche “Chloé Brut Nature”, alc. 12,5%, dedicato alla moglie di Vincent, frutto delle vendemmie 2011, 2012 e 2013, assemblaggio di uve:

  1. Pinot Nero (66%) dal cuore della Cote des Bars, coltivate a Buxeuil, da impianti (12 ha) del 1973, su suoli marnosi, calcarei e argillosi (Kimmeridgian);
    1.  Chardonnay (34%) dal suolo gessoso e roccia silicea di una vigna di 3 ettari a Montgueux, anno d’impianto 1985. Esposizione principalmente a sud e ovest con pendii ripidi sulla Senna sottostante. La densità degli impianti fino a 10.000 ceppi a ettaro aumenta la competizione fra le viti che, riducendo la produzione, assicurano ai grappoli la piena maturità.

Vinificazione: le uve sono state rigorosamente vinificate per parcelle, la fermentazione alcolica è avvenuta spontaneamente, utilizzando solo lieviti autoctoni, 50% in botti di rovere e il 50% in acciaio. L’assemblaggio prevede l’uso di vini di diverse annate 2011, 2012 e 2013,
• metodo Soléra rinnovato al 25% ogni anno.
• fermentazione malolattica,
Non filtrato, senza solfiti aggiunti, dosaggio zero. Sboccatura marzo 2018. Numero di bottiglie prodotte: 4393.

Note di degustazione: colore giallo paglierino con riflessi dorati e un bellissimo perlage, bollicine fini e rinfrescanti, naso note oscillanti tra brioche, frutta candita, burro e pane tostato e fragranze di nespole, un tocco di zenzero, acacia, mela cotogna, attorno a un nucleo denso di prugne. In bocca è burroso, rotondo, goloso, vivace, ampio e teso, un modello di equilibrio fra freschezza e tensione, finale agrumato accompagnato da una delicata acidità.

Abbinamenti: Sushi e sashimi, Animelle di vitello e spugnole in un timballo di pasta, salsa di foie gras, Blanquette di vitello, sella di coniglio con Champagne, fricassea di vitello con funghi porcini, insalata di salsiccia bianca tartufata, rombo in camicia con salsa di champagne, risotto con scampi, piatto di frutti di mare e ostriche. Formaggi: Chaource, Brie de Meaux, Langres. Dessert: Charlotte alle pere, torta di prugne (Mirabelles)

Musica di sottofondo: “Dernière danse” – Amadeus – The Electric String Quartet

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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