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Degustazioni

Franciacorta Brut Prestige Cuvée 005 Padron & C. Filippo Bianchi

Pubblicato

il

  • Denominazione: Franciacorta
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
  • Giudizio: 4.5
1.1

Incredibile ma vero: a (little) star is born

Premessa indispensabile: sulla zona spumantistica bresciana, ora che finalmente ho preso coscienza netta e chiara dei suoi (clamorosi, evidenti, climatici e territoriali) limiti, non ho cambiato idea.

Una simpatica zona per andare a farci passeggiate in bici (sperando di non essere investiti da “nuovi italiani”), per gustare ottimi salami (ma in Oltrepò Pavese anche sul salame giocano tutto un altro campionato) ma secondo me sarebbe opportuno riconvertire larga parte dei vigneti ad altre colture. Frumento, patate, barbabietole, a voi la scelta.

Ormai bevo raramente Franciacorta Docg, preferisco, scusatemi se sono provinciale, bere Champagne (ad oggi dall’inizio dell’anno su Lemillebolleblog 51 articoli su questo tema, roba che nessun altro sito in Italia) o se devo bere bollicine metodo classico italiane scelgo preferibilmente Alta Langa, Oltrepò e poi Trento, ma quando, semel in anno, non divento matto ma m’imbatto in un Franciacorta Docg con tutti i crismi non manco di scriverne.

E qui comincia la mia perfidia, perché oggi vado a segnalarvi come eccellente un Franciacorta Brut (Prestige Cuvée: questa sì che ha Prestige, mica un altro con questo nome disponibile in un milione e mezzo di esemplari a oltre 35 euro nella GDO…), che non troverete manco a cercarlo con il lanternino, prodotto da una minuscola azienda agricola di cui vi posso fornire solo il nome: Azienda agricola Carla Vittoria di Filippo Bianchi a Erbusco.

Ometto di raccontarvi quello che l’autore di questa cuvée, composta da Chardonnay per il 78% e da Pinot Nero per il 22% (ma le prossime uscite vedranno prevalere sempre di più il secondo) dosaggio 4 grammi litro, vigneti che si trovano nei dintorni di Monterotondo, affinamento di 5 anni sui lieviti, sboccatura aprile 2020, mi ha raccontato in un divertentissimo colloquio telefonico.

Filippo Bianchi ha sicuramente idee chiare, è molto preparato, non è l’ultimo ciula o tondinaro che passa per strada, ha punti di riferimenti ben chiari (diciamo che ha una passione particolare per Krug, e glielo concedo, anche se a me il suo 005 ha fatto pensare piuttosto a Jacquesson, De Sousa, Palmer, Michel Arnould) si occupa anche di grafica, l’etichetta è molto bella e quando mi è arrivata la sua bottiglia (grazie ad un amico comune, Davide Camoni, che lavora nel laboratorio di Nico Danesi, eccellente enologo consulente codificatore del metodo Solouva nonché piccolo produttore sul Monte Orfano) ho riso come un matto di fronte al suo habillage.

Era difatti avvolta in una velina che riproduceva la prima pagina di un immaginario e immaginifico Corriere della Franciacorta dove si ricorda che “Il Grande Vino di Franciacorta non è un Prosecco” e viene ricostruita la genesi, dovuta al mio geniale omonimo, delle bollicine bresciane.

Forte ‘sto Bianchi mi sono detto e prima o poi dovrò conoscerlo, anche perché mi ha detto che il Brut 007 (che non potrà chiamare così perché magari alla Bollinger prendono cappello) sarà veramente il Franciacorta che ha in mente. Però nell’attesa, due sere fa, decidendo di stapparlo invece di un paio di altri Champagne che avevo già pronti per l’uso in frigo, sono rimasto colpito dal suo Prestige Cuvée 005.

Al punto che dopo averlo versato nel bicchiere, questa volta quello prodotto da Italesse e inventato da Luca Bini da Isera, conducator della splendida Casa del vino della Vallagarina, mi è venuto il dubbio di avere stappato uno dei due Champagne e non un Franzacurta.

Ve la faccio breve. Ho cominciato a berne un primo calice, poi un secondo, prendendo i miei appunti e il giorno dopo a pranzo la bottiglia era già seccata.

Nulla se non di positivo da dirne. Ampia e cremosa la presa di spuma, fine il perlage e continuo, paglierino oro intenso il colore, brillante, un naso ricco complesso, caldo e maturo eppure fresco, vivo, di bella tensione, energia e vivacità, con note di frutta gialla, di ananas, pompelmo, mandorla e un tosco di pasticceria in evidenza.

E un gusto, per niente franciacortino o franciacortista, pieno, ampio, ben strutturato, di grande polpa, ma non statico, non monocorde, non monodimensionale e pesante, con la solita frutta matura a prevalere sulla freschezza, la tensione e l’acidità, ma una bella cremosità che apre ad una persistenza lunga e croccante, ad una bella armonia, ad una vera piacevolezza.

Insomma, uno dei migliori Franciacorta che abbia bevuto negli ultimi due, tre anni.

Morale: nella zona spumantistica bresciana c’è, per fortuna, chi sa lavorare bene e fare qualità. Non sono tantissimi, ma ci sono, tenetene debito conto amanti delle italiche bollicine…

Azienda agricola Carla Vittoria di Filippo Bianchi

Via Gramsci 40 Erbusco

sede operativa via Salvo d’Acquisto 20 – Villa di Erbusco

Tel. +39 331 804 1414 mail carlavittoria@hotmail.it

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Alessandro Tonni
Alessandro Tonni
13/05/2021 15:01

Da che non scrivo mai rischio di commentare anche troppo ahah. Comunque sono d’accordo con lei. L’ho potuto assaggiare anche io (l’ho comprato dal mio amico macellaio) e mi è piaciuto tanto. Anche io non sono amante di tanti Franciacorta, in particola modo, di quelli più conosciuti e le do completamente ragione. Già che ci sono, le faccio i complimenti per quanto riguarda le recensioni degli champagne, spesso parla anche di prodotti che non sono conosciuti ai più e di produttori emergenti, con prodotti con rapporto qualità prezzo interessanti. Oltre ad essere chiaro, senza fronzoli, nello spiegarne le caratteristiche. Beh, magari non saremo della stessa idea politica, ma apprezzo la schiettezza e l’onestà dei suoi pensieri. Buon lavoro!!!

bevo_eno
bevo_eno
13/05/2021 22:01

un giorno critica genericamente i/la Franciacorta perchè, a suo dire, hanno vigneti in bassa quota dai quali non è possibile ottenere uve di qualità, poi ne loda uno con vigneti a monterotondo, (che sicuramente non è in alta quota), ci faccia capire il suo esimio pensiero a riguardo

bevo_eno
bevo_eno
13/05/2021 22:44
Reply to  Franco Ziliani

mi scusi Genio sempre nel giusto

Riccardo
Riccardo
14/05/2021 07:32
Reply to  Franco Ziliani

I terreni e il clima in Franciacorta erano sostanzialmente simili 10 anni fa, quando la lodava un giorno si e l altro pure. Couve prestige inclusa. Di diverso c erano solo le pubblicità sui suoi siti.

Riccardo
Riccardo
14/05/2021 10:45
Reply to  Franco Ziliani

Non così diverso da fare passare degli spumanti di livello a delle merde.
I banner ci sono adesso e non c erano 10 anni fa (parlo di banner di vini francesi). Non mi pare difficile eh

bevo_eno
bevo_eno
14/05/2021 11:36
Reply to  Franco Ziliani

ma come Riccardo lo sanno tutti che i giornalisti vivono di aria e non hanno bisogno di € come tutti noi. Sei in malafede se pensi che il post su Aubry ed il banner di MOON IMPORT siano in correlazione. Cmq io mi fido di ziliani e sto acquistando 10 cartoni di aubry

Ale
Ale
14/05/2021 10:52

Non 10. Ma 6 anni fa qui si leggevano dei commenti entusiasti sulla Franciacorta. Il clima in 6 anni non puo essere così cambiato, suvvia.
Curioso è notare che giusto 6 anni fa sono iniziati i suoi scazzi con un grande produttore della zona. Una strana coincidenza.

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