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Degustazioni

Alto Adige Comitissa Gold 2011 Lorenz Martini

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Dal Süd Tirol bollicine di montagna fresche, sapide e ricche di energia

Devo fare ammenda perché spesso, quando parlo delle zone del metodo classico italiane, oltre a citare doverosamente l’Alta Langa Docg, l’Oltrepò Pavese, il Trento Doc e la zona spumantistica bresciana, dimentico colpevolmente di citare un altro protagonista.

E’ una produzione piccola, diciamo un quarto di quello che producono ognuna le due note aziende di Erbusco, quella che ha come simbolo il Prestige incellofanato e l’altra che il cui “stile” è rappresentato da una pacchiana etichetta arancione che andrebbe meglio per la Fanta che per un metodo classico con pretese qualitative, ma il panorama dei metodo classico dell’Alto Adige, dei Südtiroler Sekt, con le sue circa 400 mila bottiglie prodotte, si sta facendo sempre più interessante.

E’ cresciuto il numero dei soggetti produttivi, e accanto alla storica sektkellerei Arunda / Vivaldi, la più alta cantina di spumantizzazione d’Europa, su nell’incanto delle montagne e dei pascoli dei 1200 metri di Meltina, alla Haderburg di Salorno, alla Kettmeir di Caldaro, e poi la Von Braunbach di Settequerce/Terlano, la Cantina di San Paolo con la sua linea Praeclarus, si sono aggiunti nomi importanti come quelli delle Cantine produttori di Appiano, Cortaccia, Merano, e poi Pfitscher a Montagna. E non possiamo dimenticare e il vulcanico Franz Haas che se la cava alla grande anche con le bollicine.

La mia prediletta però, accanto alla cantina dei Reiterer, conosco Sepp e Marianne da qualcosa come una trentina d’anni e ho trascorso bellissime vacanze estive con la mia famiglia camminando per boschi e monti su a Molten (15 chilometri a nord di Terlano), è una mini sektkellerei che si trova nel cuore di un villaggio a me particolarmente caro, Cornaiano, a poca distanza da quella Cantina, Girlan, dove sono stato decine di volte quando presidente era l’amico carissimo Hartmuth Spitaler.

Dal 1985 Lorenz Martini, questo il nome del produttore, che per anni ha lavorato nella cantina Niedermayr ed è poi stato consulente anche di altre aziende, utilizzando uve Chardonnay,  Pinot bianco e Pinot nero che provengono da vigneti di Cornaiano, Appiano-Monte e Cologna-San Genesio, situati tra 500 e 800 metri di altezza, produce (mediamente 15.000 bottiglie l’anno) Sekt – metodo classico che sono una splendida sintesi di freschezza, sapidità, mineralità, equilibrio tra acidità e frutto, leggerezza e armonia.

Io ne ho scritto più volte, nel 2011, e poi due volte, qui e qui, nel 2013, la seconda volta per celebrare la grandezza della sua riserva, il Comitissa Gold annata 2002 (grandissima per le bollicine sudtirolesi come è stata in Champagne), e oggi come ho già fatto in estrema sintesi in gennaio quando ho fatto visita per l’ultima volta (in una giornata con tanta neve e freddo secco) voglio tornare a celebrare il lavoro serissimo, meticoloso di Lorenz, il tipico altoatesino asciutto al quale non dispiace però ogni tanto fare bisboccia e stappare una buona bottiglia (ama particolarmente i Riesling tedeschi e, ça va sans dire, le bulles francesi).

Nelle sue cuvées generalmente Lorenz Martini utilizza questa percentuale di uve, 30% Chardonnay, 30% Pinot Bianco e 40% Pinot Nero, e vi voglio raccomandare le due sue più recenti creazioni, il Comitissima 2017, che andrà in vendita tra breve, acidità importante, 7,9, elegante, sapido, direi quasi affilato, dalla grande cremosità ed energia in bocca, ancora giovanissimo, e soprattutto il suo Comitissima Gold 2011 (sboccatura del marzo 2020) come sempre quindi lunghissimo affinamento sui lieviti, dal colore paglierino squillante, perlage finissimo e continuo, dai profumi freschi, montani, alpini, di mele, pera, mandorla e miele millefiori, grasso, pieno, ben strutturato al gusto, con grande pienezza e carnosità, eppure morbido e setoso, di grande energia e dinamismo grazie ad un’acidità importante che spinge.

Averne, amici miei, di metodo classico così! Alles gut Südtiroler Sekt, zum wohl!

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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