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Champagne che passione!

Champagne Rosé Premier Cru Anthocyanes Pascal Doquet

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Un rosé de macération gastronomico di forte impatto

Acciperbacco, non fai in tempo ad entusiasmarti per lo stile di un produttore, a trovarlo affine al tuo modo di valutare un vino che subito, destino cinico e baro, ecco che quel produttore lo stile te lo cambia.

O meglio, quelle caratteristiche che avevi trovato in un vino e che ti avevano entusiasmato, non le ritrovi più in un altro della stessa azienda e, anzi, riscontri caratteristiche che sembrano contraddire quelle precedenti.

Eno-metamorfosi simili sono assai frequenti nell’Italia del vino, dove un provincialismo di fondo misto ad insicurezza e al fascino dell’esotico e della moda di turno, spingono le aziende a cambiare, come certi parlamentari  voltagabbana fanno con lo schieramento, ma non mi era ancora capitato di trovarla stappando uno Champagne.

Ero rimasto così entusiasmato, come potete leggere qui, dell’Extra Brut Blanc de Blancs Arpège della Maison Pascal Douquet, i cui Champagne sono importati in Italia da Balan, dal suo gusto sapido croccante di bellissima profondità e nerbo, lungo e suadente, avvolgente freschissimo di perfetta armonia finezza ed eleganza, dalla grande tensione, leggerezza e freschezza, che avevo voluto riprovare la sorte non con un Blanc de Blancs ma con il loro Rosé, sempre Premier Cru, denominato Anthocyanes.

Mi era piaciuta molto la filosofia produttiva di Pascal Doquet, enologo dal 1982, la cui cantina è situata nel comune di Vertus, al confine sud della Côte des Blancs, con vigneti di proprietà che si estendono per 8,66 ettari nei comuni di Mesnil-sur-Oger, Vertus, Bergères-lès-Vertus – e per 3,45 nella zona di Vitry-le-François e cuvées che uniscono la generosità aromatica e la vinosità offerte dalle argille generose dei terroirs di Vertus con la mineralità profonda e calda dei suoli pietrosi del Mont Aimé.

E così, nella gamma che possiamo trovare in Italia e che comprende Blanc de Blancs Horizon, Blanc de Blancs Premier Cru Arpège, Blanc de Blancs Grand Cru Diapason, Premier Cru Le Mont Aimé, Premier Cru Vertus, Grand Cru Mesnil sur Oger Coeur de Terroir, Rosé Premier Cru Anthocyanes, ho scelto, essendo un patito dei Rosé, l’ultimo.

Ho scelto un Rosé dove prevale lo Chardonnay, 52% contro 48% Pinot Noir, dosaggio 3,5 grammi zucchero, imbottigliato nel marzo 2015, dégorgement dell’ottobre 2019, assemblage delle vendemmie 2013 e 2014, ma sono rimasto spiazzato perché, come ho scritto a Madame Doquet, mi sono trovato di fronte ad un stile completamente diverso rispetto ad Arpège, e ho persino pensato che la bottiglia che mi era capitata avesse qualche problema o fosse sfortunata.

Ampia presa di spuma, colore molto intenso, rubino melograno, da Rosé de Saignée a predominanza Pinot noir o Meunier, perlage fine e un naso intensamente vinoso tutto frutti rossi, arance rosse, con singolari note che richiamavano il rabarbaro, le erbe aromatiche, con grande maturità ed espansione.

Bocca potente, ricca, piena, ma quello che mi ha sorpreso una certa carenza di eleganza e armonia, di quella delicatezza e piacevolezza contagiosa che mi aveva entusiasmato nell’Arpège.

La risposta, gentilissima (fossero tutti così i produttori italiani e accettassero garbati rilievi critici invece di fare i malmostosi, gli offesi e rispondere, da stolti, che non capisco niente, che il loro vino è piaciuto a guide e personaggi… che sono a loro libro paga…), di Madame Laure Doquet ha confermato la bontà delle mie impressioni e che forse, scegliendo l’Anthocyanes Rosé non avevo scelto il mio tipo di Rosé.

Effettivamente, mi ha detto “si tratta di un rosé de macération che conferisce alla cuvée questa vinosità profonda e la sua potenza in bocca.

Cercando di privilegiare uno Champagne Rosé più gastronomico che da aperitivo, abbiamo amato quel colore intenso e profondo che lascia presagire frutti rossi ben maturi, una bella lunghezza in bocca che permette di sostenere piatti robusti e golosi. Abbiamo voluto fornire una certa densità colorante e di materia a questo Rosé pur conservando, a nostro avviso, una freschezza e verticalità al gusto.

Lo riconosciamo, questa cuvée non può essere comparata alle altre 100% Chardonnay, ma crediamo che lo spirito della nostra Maison vi si ritrovi ugualmente”.

Cosa dire, di fronte a tanta trasparenza e onesta, se non togliermi tanto di cappello davanti ai Doquet e correre in cantina a recuperare il Blanc de Blancs Horizon, o il Blanc de Blancs Grand Cru Diapason?

Sono sicuro che la prossima volta non ci saranno perplessità ma di nuovo applausi…

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Giovanni
Giovanni
18/05/2021 20:59

Diapason è un vino pazzesco

Alessandro Tonni
Alessandro Tonni
19/05/2021 08:06

Anche a me Pascal Douquet piace molto come produttore e direi che come dice lei, è raro che un produttore italiano risponda alle critiche, in quella maniera. Un applauso alla proprietà..

Damiano
Damiano
19/05/2021 15:51

Questo è un periodo in cui sono eno-orientato verso i BdB, pertanto su (sempre utilissima, grazie ancora) segnalazione del Ziliani Franco ho recentissimamente provato l’Arpège.
A 37,733 euri consegnato (!!!) una bevuta molto interessante, bella lunga, carica e coinvolgente ma non troppo potente come altri omologhi vertussiani (è una mia impressione o nei dintorni di Vertus i BdB segnano di più rispetto che altrove nelle vicinanze?).
È piaciuto a tutto il tavolo, molto eterogeneo come gusti ed esperienze pertanto ritengo ciò sia un ottimo segno.
Alla prossima occasione assaggeremo un’altra creazione di questi (anche franchi ed onesti) signori.

Giorgio Belcastro
Giorgio Belcastro
20/05/2021 22:10

Provato Arpege e Diapason e sono rimasto mooolto soddisfatto.

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